Una delle cose più importanti che io dico sempre è: “bambini educati correttamente saranno bambini felici” ma oggi voglio aggiungere: “e diventeranno adulti felici”. Perché un adulto equilibrato e sereno è spesso e volentieri frutto di una corretta educazione. Ovviamente se ciò non avviene non possiamo imputarlo solamente a una scorretta educazione, a volte, purtroppo, subentrano influenze esterne inaspettate. Questa non vuole essere una scusante ma una visione realistica dei limiti che possono avere genitori ed educatori. La responsabilità è grossa ma non dimentichiamo che esiste anche un mondo esterno dal quale non possiamo alienare il bambino. I genitori e gli educatori hanno l’obbligo di fornire al bambino tutti gli elementi per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ma non si può caricarli di tutte la responsabilità. Come ho già scritto: l’amore, l’impegno e il rispetto sono alla base, ma anche i genitori e gli educatori sono umani e in quanto tali hanno dei limiti.
Come definiva Piaget: “il bambino non è un adulto in miniatura ma un individuo dotato di struttura propria” e in quanto tale pensante e in grado di scegliere in modo autonomo. Ovviamente, però, necessita di una guida, soprattutto durante la sua formazione. Perciò nulla autorizza dall’astenersi all’educare e al farlo nel migliore dei modi che ci è fattibile. In merito a ciò mi è stata posta la richiesta di parlare di “metodi educativi” e per questo ho scritto queste righe.
Come dice il pedagogista Jesper Juul forse parlare di “metodi” non è corretto, in fondo i metodi si applicano a qualcosa di inanimato e i bambini sono persone e non oggetti. Forse, sarebbe più corretto definirli “approcci educativi” piuttosto che metodi. Soprattutto perché nel momento in cui si pensa di applicare un metodo si presuppone che l’altra parte (in questo caso il bambino) non abbia alcuna capacità decisionale. Non dimentichiamo mai che alla base di ogni rapporto (genitori-figli o educatori-bambini) deve esserci il rispetto e la considerazione della dignità altrui.
Ciò non toglie che i “metodi educativi” sviluppati e diffusi dai grandi educatori hanno e avranno sempre un importante ruolo nella vita dei genitori. A partire dalle teorie di Winnicot o di Bowlby fino ad arrivare ai metodi di Steiner, di Montessori, o di Gordon.

Io ritengo che i “metodi educativi” classici (che ho citato solo in parte) siano sempre una solida e importante guida per chi si accinge a educare. Però sono convinta anche di un’altra cosa: non esistono istruzioni per educare. I libri sull’educazione e i metodi educativi così come l’approfondimento dei metodi classici possono essere per il genitore uno spunto, da cui trarre idee e linee guida. Ma alla fine ogni bambino è una personalità singola e individuale e per ogni bambino va sviluppato un metodo (o approccio) educativo ad hoc.
Regole sì. Quelle sono indispensabili (ordine, regole dei sì e dei no, orari, ecc.) per la formazione del bambini e sono richiesti dal bambino stesso che, in fase di crescita, ha bisogno di punti fissi e di riferimento. Ma per il resto io sono dell’idea che ogni genitore od ogni educatore deve riservare tempo, sensibilità e attenzione a ogni singolo bambino, capire quali sono le sue esigenze e i suoi interessi. Lasciarlo libero di sviluppare le sue doti o i suoi talenti, continuando a essere un elemento di riferimento. Sempre presente ma un passo indietro, lasciamo che il bambino sperimenti e conosca il mondo, ma conscio del fatto che in un momento di bisogno noi siamo sempre lì. Che non è solo. E si sentirà un bambino protetto ma invogliato ad essere aperto verso il mondo e pronto a crescere e formarsi.
E, soprattutto, rispettiamolo, rispettiamo la sua individualità, i suoi gusti, le sue preferenze.

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Infine posso dire che io sono una sostenitrice dei metodi classici (soprattutto del metodo Steiner, anche se sento una certa sintonia anche con Montessori) ma che sono altrettanto sostenitrice del metodo che io chiamo “A.R.R.A.” – Amore, Rispetto, Regole e Ascolto -. Elementi indispensabili perché il bambino possa crescere sereno e sotto una guida che è un punto di riferimento solido.
In ultima analisi: impariamo ad ascoltare e conoscere il nostro bambino, sarà lui stesso a farci capire quale metodo o approccio educativo è il più adatto per farlo diventare un adulto felice. E nella maggior parte dei casi ci si renderà conto che il metodo o approccio giusto è ad hoc per il bambino, unico ed esclusivo. Come lo sono i nostri figli.

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