→ Disponibile il nuovo libro di Livia Pomodoro dal titolo A quattordici smetto. Ragazzi senza più paura, collana Le storie, Zolfo editore. (IG: @zolfoeditore)

Dodici storie vere.

Dodici ritratti di ragazzi e ragazze coinvolti in situazioni difficili,

tra spaccio, delinquenza, prostituzione e abbandoni, narrate

dalla già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano:

Livia Pomodoro

A quattordici smetto.

Ragazzi senza più paura

collana Le storie – Zolfo editore

Cattedra Unesco “Food: access and law”, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e attualmente Presidente dello Spazio Teatro No’hma-Teresa Pomodoro, e già Magistrato di Cassazione ed ex Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, nonché del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro torna in libreria con il volume “A quattordici smetto. Ragazzi senza più paura” edito da Zolfo (collana Le storie), un urlo di denuncia della «profonda solitudine e la grande desolazione che affondano, oggi come ieri, la vite di tutti noi in una indifferenza generale verso il prossimo. Indifferenza che offre sempre più spazio all’insofferenza e alle difficoltà del quotidiano» (Livia Pomodoro), soprattutto se questo “prossimo” è un minore e ha ancora i tratti acerbi del bambino in cerca di una mano da stringere, un abbraccio in cui riconoscersi.

Livia Pomodoro non è nuova a questo tema, lo aveva affrontato molti anni fa (nel 2005), mettendo a nudo tutta la difficoltà, la fatica e le speranze di quei giovani emigrati o dei “rifiutati” dalle famiglie adottive. E oggi? A quasi vent’anni di distanza – «in un silenzio irreale» – non passa giorno senza che i nostri sguardi non incrocino di nuovo quei volti in un parco cittadino, in una strada centrale o in una grande stazione, quelle «fragili esistenze che in questo clima di sfiducia e di paura non trovano alcun appiglio positivo che possa portarle a immaginare una vita migliore» (Livia Pomodoro), che siano queste minori sulle navi in “quarantena” in attesa di un porto sicuro o i tanti adolescenti costretti dal lock down a non frequentare la scuola. Dopo aver letto queste storie si sentirà più vivo che mai il desiderio di tornare “ad essere umani”, di superare la barriera dell’indifferenza e di chiedersi – riprendendo le parole dell’autrice – quali siano le possibilità per intercettare «i drammi e la disperazione di chi non ha un background personale, non ha famiglia, non ha alle spalle qualcuno che sia davvero coinvolto, dalla sua parte, nella sua storia».

A quattordici smetto” raccoglie dodici storie «dolorosamente vere» di giovani ragazzi e ragazze arrivati in Italia con la speranza di un futuro migliore, di potersi riscattare dalla povertà, dalla violenza o anelando l’incontro con una famiglia desiderosa di amare. In queste storie, narrate con grande delicatezza ed empatia, Livia Pomodoro conduce il lettore nelle pieghe di una realtà inumana e impensabile, talvolta molto difficile da digerire: «basterebbe pensare al fatto che non sono soltanto i giovani clandestini che vagabondano laceri e sporchi per le strade, rubando o chiedendo l’elemosina a doversi etichettare come “minori non accompagnati”. Molti altri ragazzi soli, loro malgrado, possono definirsi tali. Essi arrivano anche legalmente nel nostro Paese e poi, per un destino veramente crudele e spesso per effetto delle debolezze degli adulti, finiscono anche loro per diventare “cani senza collare”. Sono i ragazzi adottati e poi rifiutati, sono i giovani attirati in Italia con regolari affidamenti, sono i ragazzi mandati qui dalle loro famiglie…» (Livia Pomodoro).

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C’è Dorin, giovane rumeno con un passato nelle terribili fogne di Bucarest, che si prostituisce a Milano; c’è Dinesh, piccolo bengalese adottato da una coppia italiana incapace di trattenerlo, così come le sorelle di Kiev Olga e Marja; ci sono Omar e Driss, due fratelli marocchini che ingannati da un adulto si ritroveranno spacciatori a Milano; c’è Aurora, vittima albanese della tratta della prostituzione; c’è Hassan, innamorato di Clara, che lascia il suo Marocco per raggiungerla senza fortuna imboccando così la via del commercio degli stupefacenti; c’è il piccolo Petru, moldavo introdotto dal padre alla “carriera criminale”; ci sono Felipe e Soledad, fratello e sorella sudamericani, vittime della brutale violenza del padre e degli abusi del vicino di casa; c’è Serik partito dal Kurdistan per lasciarsi alle spalle un drammatico passato, che troverà la morte per mano della persona di cui si fidava. E ci sono anche tre storie di speranza, come quella di Xin, giunto in Italia dopo un lunghissimo viaggio dalla Cina, e prigioniero di una famiglia di connazionali che riuscirà a denunciare; Thomas, della Sierra Leone, bambino-soldato fuggito dalla guerra col sogno di ricostruire la propria vita; e infine Boris, bulgaro abusato, rifiutato dalle famiglie, ma con un gran desiderio di rinascere.

L’autrice

Livia Pomodoro, nata a Molfetta (Bari), laureata in giurisprudenza, entra in magistratura nel 1965. È stata: Giudice e Sostituto procuratore generale alla Corte di Appello di Milano; Procuratore del- la Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano; Vice capo di Gabinetto e Capo di Ga- binetto del Ministero della Giustizia; Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano. Da ultimo Presidente del Tribunale di Milano fino alla pri- mavera del 2015. Presidente della Fondazione Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Socia- le (2010-2017), nel 2013 è stata insignita del Ca- valierato della Legion d’Onore della Repubblica Francese. Nello stesso anno le è stata conferita dal Capo dello Stato la Medaglia D’Oro dei bene- meriti della Scuola, della Cultura e delle Arti. Dal dicembre 2015 è stata componente del Consiglio d’Amministrazione dell’Università Bicocca e nel dicembre dello stesso anno è stata nominata dal Presidente della Repubblica Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica italiana. Dal 2016 è componente del Consiglio Direttivo del Touring Club Italiano, membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa Sanpaolo SpA e Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel gennaio 2018 è stata insignita della Cattedra Unesco “Food: access and law” istituita presso l’Università Statale di Milano. È Presidente dello Spazio Teatro No’hma-Teresa Pomodoro.

A quattordici smetto di Livia Pomodoro ISBN 978-88-32206-21-0 Collana Le storie – Zolfo Editore Pagine 202 Formato 14×21 cm | Prezzo 18,00 euro



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