Palcoscenico: Acqua di colonia, Daniele Timpano / Elena Frosini, Teatro Astra, Vicenza, 2 febbraio 2019

Acqua di colonia, Daniele Timpano / Elena Frosini, Teatro Astra, Vicenza, sabato 2 febbraio 2019, ore 21.00.

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Acqua di colonia, Daniele Timpano / Elena Frosini, Teatro Astra, Vicenza, sabato 2 febbraio 2019, ore 21.00.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa per averci segnalato questo evento.

Teatro Astra
Vicenza
sabato 2 febbraio 2019

Daniele Timpano / Elena Frosini

Acqua di colonia

Sabato 2 febbraio saliranno per la prima volta sul palco dell’Astra Daniele Timpano ed Elvira Frosini con “ACQUA DI COLONIA”, sul tema del colonialismo italiano: una storia rimossa e negata, che dura 60 anni e inizia già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce ai cinque anni dell’impero fascista. Cose sporche sotto il tappetino: tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento. Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c’entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.

La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale

TERRESTRI 2018.19
la stagione del contemporaneo al Teatro Astra di Vicenza

ven 15 / sab 16 feb emma dante la scortecata
sab 02 mar doyoudada selfie // stick
sab 16 mar davide enia l’abisso
ven 29 mar giovanni betto / mirko artuso neve
sab 13 apr babilonia teatri calcinculo

Inizio spettacoli ore 21 – apertura biglietteria in teatro ore 20

Ancora un doppio appuntamento, e ancora un grande nome della scena: venerdì 15 e sabato 16 febbraio la regista siciliana Emma Dante presenterà infatti “LA SCORTECATA”. Liberamente tratto da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, grande autore del ‘600 napoletano, lo spettacolo è la storia di un re che s’innamora, ingannato, di una vecchia, finchè questa viene trasformata da una fata in una bellissima giovane ed egli la sposa. Ma la sorella, altrettanto vecchia e invidiosa dell’altra, per farsi anche lei bella e giovane si fa scorticare viva per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova. Col suo stile inconfondibile, Emma Dante indaga il tema della bellezza e dei suoi paradossi. Le due vecchie, sole e brutte, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Per far passare il tempo nella loro miseria vita, inscenano la favola con umorismo e una buona dose di trivialità. Come nella tradizione del teatro settecentesco, sul palco solo due uomini a cui sono affidati anche i ruoli femminili. Basteranno due seggiulelle per fare il vascio, una porta per fare entra ed esci dalla catapecchia e un castello in miniatura per evocare il sogno.

Opera prima della giovane compagnia italo-francese Doyoudada, sabato 02 marzo sarà la volta di “SELFIE // STICK”, una performance di teatro, live video e danza che nasce dalla riflessione sul rapporto del soggetto con la propria immagine, in privato e in pubblico. Fino a che punto le nostre azioni sono influenzate dallo sguardo altrui? Cosa determina l’identità, il genere, la personalità? In che modo le tecnologie esasperano il rapporto con la nostra immagine? Il lavoro indaga le fratture e le connessioni tra il sé e l’altro, tra natura e cultura, tra maschile e femminile (e tutte le infinite vie di mezzo) attraverso i corpi e le immagini di due figure, amplificate dalle tecnologie in diretta. Due performer incarnano l’una il corpo visivo, l’altra il corpo sonoro: due figure complementari, l’interno e l’esterno della stessa persona. Guardarsi, mostrarsi, analizzarsi, vedersi, riflettersi, ascoltarsi, annusarsi, toccarsi. “SELFIE // STICK” è tutto ciò che ci riguarda, moltiplicato all’infinito. È il mondo intero racchiuso in una galleria di specchi. Sono io che scrivo, tu che leggi, lei che danza, noi che ascoltiamo, voi che guardate. È una ricerca: e se sapessimo cosa stiamo cercando, non la chiameremmo ricerca (A. Einstein).

Sarà un atteso ritorno quello di Davide Enia, già Premio Ubu, Premio Tondelli e Premio ETI, che sabato 16 marzo tornerà dopo 11 anni sul palco dell’Astra per presentare in prima regionale il suo ultimo lavoro dal titolo “L’ABISSO”, tratto dal libro “Appunti per un naufragio” scritto dallo stesso Enia. “Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa. A guadagnare la terra erano in tantissimi, ragazzini e bambine per lo più. Stravolti, stanchissimi, confusi, erano cinquecentoventitré persone sottratte alla morte in mare aperto. Con me c’era mio padre quel giorno. Assistemmo assieme a qualcosa di smisurato. Da quel giorno ho iniziato ad ascoltare i testimoni diretti di ciò che succede nella frontiera: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, gli operatori medici e i lampedusani, i volontari e le persone sbarcate sull’isola. Dalla registrazione delle loro voci sono emersi frammenti di storie dolorosissime eppure cariche di speranza, nonostante risuonasse di continuo un carico di morte impossibile da gestire da soli. Le loro parole aprivano prospettive e celavano abissi. Avevano le stimmate della guerra”. Un racconto urgente e profondo, intessuto di antichi canti di pescatori intonati lungo le rotte tra Sicilia e Africa e melodie a più voci che si intrecciano senza sosta, fino a diventare preghiere cariche di rabbia, quando il mare ruggisce e nelle reti, assieme al pescato, si ritrovano i cadaveri di uomini, donne, “piccirìddi”.

Venerdì 29 marzo sarà invece la volta di “NEVE”, di e con Giovanni Betto per la regia di Mirko Artuso. Lo spettacolo è stato selezionato tra i 6 lavori finalisti di In-Box, la più grande rete nazionale per la circuitazione del teatro emergente, da un gruppo di spettatori del Teatro Astra all’interno del progetto “Astranauti”. Un lavoro che ci riporta in Russia, nel gennaio 1943, dove un uomo, poi dato per disperso, fa la sua scelta fra la vita e la morte. Una scelta che segnerà il destino di molti: così, in qualche modo quest’uomo ritorna “vivo”, come ombra portata dal vento del tempo. L’eco di quella scelta ha nel frattempo travolto una moglie, poi una figlia, poi un nipote. Il nipote, oggi, esige risposte. E il “presunto morto” parla. Uno spettacolo incentrato sull’elaborazione del lutto: anche se, in questo caso, si tratta di un lutto “presunto”, perché ci sono un “presunto morto” e una “presunta vedova”. Occorre prendersi cura del dolore, sennò il dolore si trasmette. E la morte, presunta o vera che sia, non può togliere la vita. Per questo si alza la voce: per gridare l’attaccamento alla vita, istintivo, viscerale, che ci invita a gioire, ad amare e a inseguire il nostro essere di felicità. Per scioglierla, la neve. Tutta.

Chiude il cartellone, sabato 13 aprile, Babilonia Teatri con “CALCINCULO”, co-prodotto da La Piccionaia e Operaestate Festival Veneto. Ultimo capitolo della ricerca allo stesso tempo pop e sovversiva della compagnia veronese che ha rivoluzionato le regole della sintassi teatrale, “CALCINCULO”è uno spettacolo in cui le parole prendono la forma della musica e la musica prende la forma delle parole. Con lo sguardo tagliente, dolente e ironico che è la cifra di Babilonia Teatri, “CALCINCULO” racconta il mondo che ci circonda, le sue perversioni e le sue fughe da se stesso, la sua incapacità di immaginare un futuro, di sognarlo, di tendere verso un’ideale, di credere. “Abbiamo smesso di andare a votare. Abbiamo deciso che è arcaico esprimere un’opinione all’interno di una collettività negli ambiti che ci competono. Attorno a noi tutto sembra così veloce da non riuscire a trattenere niente. Sembriamo dinosauri sopravvissuti alle glaciazioni. Realtà e finzione si sovrappongono: spesso non è chiaro dove finisca la vita reale e dove inizi la sua rappresentazione, e viceversa. Le contraddizioni che osserviamo sono prima di tutto le nostre. Cantami o diva dell’ira di oggi. Cantiamo sulle macerie”.

ABBONAMENTO COMPLETO (10 spettacoli)
intero € 100 | ridotto € 85

CARNET (5 spettacoli a scelta)
intero € 65 | ridotto € 55

ASTRA CARD 5 INGRESSI € 25
riservata agli studenti delle scuole superiori, utilizzabile anche da più persone per lo stesso spettacolo

BIGLIETTI
intero € 15 | ridotto € 12
speciale € 10 gruppi di min. 10 persone
corsisti scuole di teatro e danza € 8

INFO E PREVENDITE
La Piccionaia – Ufficio Teatro Astra
Contrà Barche 55, Vicenza
0444 323725 – info@teatroastra.it
www.teatroastra.it/terrestri
Facebook: Terrestri – Teatro Astra

ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
dal mercoledì al venerdì
ore 10 – 13 e 15 – 17.45
nei giorni di spettacolo in teatro dalle ore 20

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