Le Cinesi (1754), azione teatrale in un atto di Pietro Metastasio (Scatola Sonora), Auditorum Pittaluga, Alessandria, veenrdì 24 maggio 2019

Venerdì 24 maggio 2019 alle ore 21.00 presso l’Auditorium Pittaluga di Alessandria, Le Cinesi (1754), azione teatrale in un atto di Pietro Metastasio, musica di Christoph Willibald Gluck.

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Venerdì 24 maggio 2019 alle ore 21.00 presso l’Auditorium Pittaluga di Alessandria, Le Cinesi (1754), azione teatrale in un atto di Pietro Metastasio, musica di Christoph Willibald Gluck.

Scatola Sonora

CONSERVATORIO ANTONIO VIVALDI
ALESSANDRIA
11 maggio 2019 – 23 giugno 2019

VENERDÌ 24 MAGGIO 2019 – Ore 21

Dipartimento di canto
Interdipartimento di musica antica

LE CINESI (1754)

Azione teatrale in un atto
di Pietro Metastasio
Musica di
Christoph Willibald Gluck

Direttore
Giovanni Battista Bergamo
Regia
Luca Valentino
Maestro al cembalo
Francesco Barbagelata
Trucco
Shadé El Shenawy, Debora Navicella

Lisinga Fabiola Salaris
Silango Xu Zhe
Sivene Yuan Ruhui
Tangia Chen Beibei

Ensemble:
Violino I Emiliano Garrido
Violino II Roberto Uricchio
Viola Francesca Cossetta
Violoncello Giulia Roveta
Contrabbasso Diletta Rigo
Oboi Chiara Sedini, Federico Scarone
Corni Luigi Abenante, Enrico Bongiovanni
Flauto Pierluigi Greco

Tre benestanti ragazze cinesi stentano a trovare un passatempo
“allegro, innocente e nuovo” nel loro piccolo gineceo, quando l’irruzione del giovane Silango – fratello della padrona di casa, appena rientrato dall’Europa – porta lo scompiglio. Dopo un iniziale battibecco, Silango viene accettato nella compagnia e si decide di recitare a turno una «picciol scena». Inizia Lisinga interpretando la parte di Andromaca nell’omonima tragedia; quindi Sivene recita quella di una ninfa, in risposta all’accorata aria di Silango, che in veste di pastorello le dichiara il proprio amore in stile pastorale. Infine, Tangia, invidiosa, rappresenta in commedia una parodia dei costumi occidentali, ferendo l’orgoglio del cosmopolita Silango. Vista l’atmosfera un po’ tesa, per concludere la riunione in buona concordia si decide di inscenare un inoffensivo balletto.

Gluck si era servito di un testo scritto nel 1735 da Metastasio per uso privato della famiglia imperiale: era stato infatti rappresentato da Maria Teresa, allora arciduchessa, da Maria Anna e da una dama di corte.
Il poeta collaborò col compositore per la ripresa di quella serenata, dedicata ancora una volta a Maria Teresa – ora Imperatrice e ospite d’onore a questa “ultima grande festa barocca” in Austria.
Metastasio inserì la figura maschile di Silango, in questo piccolo testo metateatrale, insaporito da quel gusto per la schermaglia da salotto caro alla fantasia del poeta e ricco di ironia sulla vita delle scene, sulle idee stesse della scrittura e della rappresentazione di un dramma (tutti e tre i generi, il tragico, il pastorale e il comico vi vengono trattati). La musica alterna una serie di atteggiamenti corrispondenti ai diversi stili drammatici.
La presenza di veri interpreti cinesi ci ha permesso di ripensare ai temi dell’esotismo caro all’età dei Lumi e al rispecchiamento fra le due culture nel corso dei secoli.

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