Lievito madre di Silvino Gonzato (Neri Pozza) riceve il Premio Speciale Biella Letteratura e Industria per la narrativa

La storia della fabbrica Melegatti salvata dai suoi operai finalista al Premio Speciale del Premio Biella Letteratura e Industria 2019 . Lievito madre di Silvino Gonzato riceve il Premio Speciale Biella Letteratura e Industria per la narrativa

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La storia della fabbrica Melegatti salvata dai suoi operai finalista al Premio Speciale del Premio Biella Letteratura e Industria 2019 . Lievito madre di Silvino Gonzato riceve il Premio Speciale Biella Letteratura e Industria per la narrativa

La storia della fabbrica Melegatti salvata dai suoi operai finalista al Premio Speciale del Premio Biella Letteratura e Industria 2019

Lievito madre
di Silvino Gonzato


riceve il Premio Speciale Biella Letteratura e Industria per la narrativa
Al Salone Internazionale del Libro di Torino, il 13 maggio, l’annuncio dei cinque finalisti del Premio Biella: a Silvino Gonzato, con Lievito madre. Storia della fabbrica salvata dagli operai, va il Premio Speciale della Giuria.
Quest’anno i cinque finalisti sono stati selezionati tra oltre 30 candidature dalla Giuria composta da:
Pier Francesco Gasparetto (scrittore e presidente della Giuria), Claudio Bermond (docente universitario), i nuovi giurati Paolo Bricco (giornalista e saggista) e Paola Borgna (scrittrice e docente universitaria), Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica), Giuseppe Lupo (saggista e scrittore), Marco Neiretti (ricercatore storico), Sergio Pent (scrittore e critico letterario), Alberto Sinigaglia (giornalista e docente universitario). Presidente del Premio è l’imprenditore Paolo Piana.
«Le opere finaliste di questa 18ma edizione del Premio propongono in un linguaggio fluido ed essenziale un significativo ventaglio di situazioni legate al mondo del lavoro affrontando temi della più incalzante attualità nell’impegno di interpretare i meccanismi e le nuove leggi del sistema produttivo ed evidenziare il cambiamento culturale ed antropologico che percorre il nostro Paese». Pier Francesco Gasparetto
«Il premio “Biella Letteratura e Industria” è unico nel suo genere. Attraverso le opere di saggistica e narrativa che in questi diciotto anni si sono candidate per vincerlo, il Premio ha raccontato pezzi di storia economica italiana e non solo, trasformazioni sociali e grandi storie imprenditoriali. Vogliamo che questo patrimonio culturale raggiunga un pubblico sempre più ampio, in particolare giovani e studenti, e per questo stiamo elaborando nuove strategie di comunicazione del Premio grazie a Media innovativi che sappiano raccontare queste storie, e al tempo stesso affascinare il pubblico». Paolo Piana

IL LIBRO

Per mesi Carlo, Michele e Davide, tre operai della Melegatti, sono entrati ogni giorno nella fabbrica chiusa per tenere in vita il centenario «lievito madre» del pasticcere Domenico, l’inventore del pandoro, nella flebile speranza che la sorte dell’azienda, come la loro e quella dei colleghi, potesse dipendere, al di là delle drammatiche vicende societarie, dalla vita di quel prodigioso impasto. Morta la «mare», come lo chiamavano nel loro dialetto, sarebbe morto anche il pandoro più antico d’Italia, il dolce natalizio di Verona la cui nascita è legata al rito contadino del «levà», un impasto che nelle corti della campagna veneta le donne preparavano la notte di Natale per poi attendere tutte insieme che la luce del mattino lo facesse lievitare. In tempi in cui molte fabbriche muoiono nel silenzio e nell’indifferenza, il loro gesto ha destato ammirazione e commozione anche al di là dell’Oceano. E, proprio quando tutte le speranze sembravano ormai perdute, ha dato i suoi frutti: la fabbrica è stata acquistata dalla Sominor di Roberto Spezzapria. Così, grazie alla tenacia degli operai, continua a vivere la tradizione di uno dei dolci natalizi più noti e apprezzati nel mondo.

L’AUTORE

Silvino Gonzato è giornalista e scrittore, editorialista del giornale L’Arena di Verona. Ha pubblicato tre romanzi tra i quali, con Neri Pozza, Il chiostro e l’harem (1997); raccolte di reportage e libri di satira del costume. Massimo biografo di Emilio Salgari, è autore di numerosi saggi sul romanziere, tradotti all’estero. I suoi ultimi lavori per Neri Pozza sono stati: La tempestosa vita di Capitan Salgari (2011), Esploratori italiani(2012), Briganti romantici (2014), Venezia libertina (2015) e Lievito madre (2018).

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