di Mirtilla Amelia

Dopo il colpo di stato che ha riportato ai vertici governativi l’esercito militare, l’arresto di Aung San Suu Kyi – Premio Nobel per la pace (1991) e leader del partito Lega Nazionale per la Democrazia (LND) – insieme ad altri esponenti del suo partito, la Birmania continua a tenere alta l’attenzione su di sé. Il popolo infatti è sceso in strada per protestare contro il Golpe e far sentire il proprio dissenso.

Proprio Aung San Suu Kyi – subito dopo il suo arresto- aveva esortato i Birmani a lottare e protestare contro il ritorno al potere delle forze militari.

Sin dal 2 Febbraio, giorno successivo al Golpe – di cui già vi avevo raccontato – la situazione è sempre più tesa. Soprattutto nelle ultime settimane le manifestazioni di massa si sono intensificate, trasformando le strade della (nuova) capitale Naypyidaw in un fiume umano che scivola tra le restrizioni imposte, e lotta per protestare contro il regime.

Il popolo Birmano esprime in modo concreto la sua volontà di non volere un ritorno al passato, fatto di milizie e oppressione.

Anche a livello internazionale, le grandi potenze hanno ufficializzato a mezzo stampa o social la propria preoccupazione nei riguardi di questo colpo di Stato e dell’arresto di Aung San Suu Kyi. Dall’America, all’Australia, fino all’Europa in molti hanno condannato il gesto politico ed espresso preoccupazione per il futuro democratico del Paese.

Persino il coprifuoco non ferma le proteste che proseguono, mentre si contano più di 320 persone arrestate dalla Polizia, dall’inizio del Golpe.

Importanti le dichiarazioni rilasciate su Facebook da Min Ko Naing– noto attivista pro democrazia del Paese, che ha già scontato ben dieci anni di prigionia, durante la scorsa dittatura Birmana nel 1988, quando era solo uno studente universitario: Stanno arrestando le persone di notte e dobbiamo stare attenti… Potrebbero aumentare il livello della repressione e dovremo essere preparati”

Lo scenario che si prospetta è sintomo di un’inibizione sempre più ferrata. Mentre anche l’appello dell’Onu che invita al rilascio della Leader Aung San Suu Kyi, sembra non sortire nessun effetto per allentare la pressione internazionale ed interna che vede questo Paese sempre più isolato.

Fonti:
  • Ansa: Birmania: attivisti anti golpe cercano di impedire arresti
  • Sky TG24: Colpo di stato Birmania, mandato arresto per leader proteste

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Mirtilla Amelia

Ciao, mi chiamo Mirtilla Amelia! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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