di Amelia Settele

Dracula”, il romanzo epistolare di Bram Stoker – pubblicato nel 1897 – oltre a essere uno dei libri più importanti della letteratura mondiale, ha anche il privilegio di aver consacrato la figura da cui lo scrittore irlandese trasse ispirazione: Vlad III di Valacchia Hagyak anche conosciuto, come: Vlad Tepes -in Rumeno, Vlad l’Impalatore, vista la sua predilezione nell’impalare i nemici – o proprio con il patronimico Dracula.

Dalla Transilvania la storia e le gesta – impreziosite anche dal mistero che gli donò Stoker – del Voivoda di Valacchia (per Voivoda s’intende il titolo dei Principi ereditari al tempo delle monarchie, in Romania e Bulgaria), hanno reso letteralmente immortale questo personaggio.

La storia sembra riuscire ancora oggi a tessere sul Principe Vlad intricate trame di mistero, intrise di enigmi e segreti…Uno su tutti riguarda proprio la sua sepoltura. Sappiamo che Vlad III nacque in Romania a Sighisoara il 2 Novembre 1431 e morì nel … Ecco, è questo il punto!

Dove e quando morì il potente Voivoda Vlad?

Ma soprattutto, dov’è sepolto Dracula?

Ci sono poche e non esaustive informazioni al riguardo. Tant’è che si narrano due storie ben diverse l’una dall’altra. Nella prima – quella ufficialmente riconosciuta – fissa la data del decesso non prima del 10 Gennaio 1477 e il corpo inumato nel Convento di Snagov – su un’isola – a 35 km di distanza da Bucarest.

L’altra ipotesi invece, meno nota e di recente scoperta, ci porta proprio a…Napoli, città immensa e magnetica! Epicentro d’incontro tra sacro e profano, ricca di storia e leggende, sembrerebbe avere anche l’onore (o l’onere) d’ospitare il sepolcro del Conte D.

Come appena dichiarato, tutto ha avuto inizio nel 2014 quando un gruppo di ricercatori dell’Università di Tallin in Estonia s’imbattono in una sensazionale scoperta nel complesso monumentale risalente al 1280, sito nella Chiesa di S. Maria La Nova. L’elemento che cattura subito la loro attenzione si trova nell’angolo destro del chiostro dove si può ammirare il sepolcro di Mattia Ferrillo, virgulto dell’omonima famiglia. Risalta subito agli occhi la magnificenza del bassorilievo che padroneggia sulla lapide, raffigurante un gigantesco elmo da cavaliere impreziosito da una testa di drago, sostenuto da due sfingi ai lati. Proprio il Dragone ci riporta all’Ordine del Drago – di cui sia il padre che lo stesso Dracula, ne furono Cavalieri- Ordine Militare del Sacro Romano Impero Germanico, fondato nel 1408 dall’Imperatore Sigismondo per proteggere il Cristianesimo nell’Europa Orientale. Altri analogismi, altre tracce che continuano a riportarci sempre lì, tra le braccia di Dracula.

A suggellare queste particolarità e indizi che concretizzano l’idea che nel sepolcro ci sia davvero il Conte Dracula, c’è un epitaffio all’interno della Chiesa dove si può contemplare una lapide frontalmente suggellata, pervasa di simboli davvero atipici per l’iconografia sacra. Alfabeti talmente tanto insoliti, da non essere traducibili. Le uniche due parole che sembrano aver trovato un senso sono “Vlad” – ripetuto più volte – e “Balcano”. L’epigrafe è un “codice unciale” ovvero: una scritta composta da alfabeti diversi, tra cui quelli individuati sono: greco, copto, latino ed etiopico.

Inoltre su un’aerea di questa epigrafe in marmo, sono stati fatti degli studi con termocamere che ne hanno evidenziato del calore. Specificatamente un punto della lapide emana sempre energia.

La Morte di Dracula:

Persino la storia sulla morte di Vlad Tepes, si dipana tra leggende e misteri: il tre volte Voivoda di Valacchia per alcuni sarebbe morto per mano dei Turchi. La sua testa decapitata portata insieme alla spada a Constantinopoli, come trofeo di guerra. Per altri invece sarebbe stato ucciso per sbaglio perché scambiato proprio per un Turco. E non posso non citare il persistere dell’ipotesi che a ucciderlo, sia stato il morso di un pipistrello! Certo è che nel 1933 la sua (presunta) tomba nel convento Ortodosso di Snagov, sia stata sottoposta a indagini e ricerche ancora più approfondite, tanto da rilevarne un sepolcro privo di resti umani (hanno ritrovato solo ossa animali) e nessuna prova concreta del suo riposo eterno, in quel luogo.

Ma se non è sepolto lì, dov’è?

E come ha fatto ad arrivare a Napoli?

Per cercare di far chiarezza su questo punto, dobbiamo spostare la nostra attenzione su una Principessa slava di circa sette anni di nome Maria che accompagnata dalla moglie di uno dei condottieri albanesi dell’Ordine del Drago, fu adottata da una nobildonna napoletana della corte del Re Ferdinando d’Aragona – anch’egli membro di spicco dell’Ordine del Dragone – che la mise sotto la sua ala protettrice.

Il padre di Maria Balsa era Dracula, il quale aveva deciso di allontanarla per proteggerla dai Turchi. Contrariamente ai suoi tre fratelli: Mihnea Cel Rau, Vlad e Mircea, che rimasero tutti col Principe di Valacchia.

Maria Balsa riuscì ad integrarsi a corte tanto da sposare alcuni anni dopo il Conte Giacomo Alfonso Ferrillo, diventando una nobildonna rispettata nella cerchia del Re. La storia insiste e definisce alcune possibili conclusioni alla vicenda, nelle quali la figlia di Vlad è la protagonista indiscussa, che permette al celebre padre di arrivare a far riposare le sue spoglie a Napoli. Le cronache infatti si dipanano e raccontano tre possibili scenari che confermerebbero la tumulazione nella tomba dei Ferrillo e che ho riassunto, così:

  1. Dracula fu ucciso in battaglia e Maria costretta a riscattare il corpo del padre, per potergli dare degna sepoltura a Napoli.
  2. Maria riesce a liberare il padre, catturato dai Turchi pagando un riscatto importante, che gli permise di avere salva la vita e di rifugiarsi dalla figlia in Italia. Soggiornando lì, fino alla fine dei suoi giorni.
  3. Dopo aver scoperto che il padre è stato ucciso dai Turchi, Maria riesce a farsi consegnare i resti – dietro lauto compenso – così da poterlo seppellire proprio nella tomba dei Ferrillo, sua famiglia acquisita.

Certo è che le papabili deduzioni a questa misteriosa storia non possono far altro che farci tornare ad ammirare quel sepolcro e quell’epigrafe con occhi diversi e con un brivido in più sulla pelle. Impreziosendo di fascino e mistero la figura di Dracula e del suo mito…

Qui narrasi la sconvolgente e spaventevole storia di Dracula, Principe feroce e spietato. Di come impalò uomini e li arrostì, di come ne bollì le teste in un calderone. Di come li scuoiò vivi e li fece a pezzi e poi ne bevve il sangue… Dracul, il di Lei sangue è la vita.

Dracula di Bram Stoker – il Film

Fonti:

  • Terre Incognite Magazine: “Napoli e il Mistero della Tomba di Dracula”
  • Il Mattino.it: “La Tomba di Dracula a Napoli: ecco cosa si è scoperto”
  • Visit Naples.it: “ La Tomba di Dracula, si trova a Napoli?”
  • Napoli Today: “La Tomba di Dracula è a Napoli”

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Amelia Settele

Ciao, mi chiamo Amelia Settele! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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