I recenti rinvenimenti di cadaveri di civili brutalmente assassinati nella città ucraina di Bucha hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblico un problema mai risolto come quello della correttezza dell’informazione.

Naturalmente la verità storica verrà accertata e se mai vi fossero state manipolazioni nell’informazione, anche da parte ucraina, salterà fuori prima o poi e il tempo darà ragione della verità.

È accaduto in passato anche a danno di noi occidentali, basti pensare alle false prove sulle armi chimiche di Saddam Hussein ma anche a tanti comportamenti non certo lodevoli da parte di militari, specialmente americani, soprattutto in Afghanistan.

Non bisogna prendere tutto per oro colato e nutrire il dubbio è la base per cercare la verità e tentare di fornire un’informazione la più corretta possibile.

Ma detto questo occorre anche essere obiettivi riguarda al caso di Bucha in particolare e alla presenza russa in Ucraina più in generale.

Testimoni oculari non di parte, dunque né ucraini né russi, hanno più volte accertato comportamenti che hanno violato le convenzioni e le normative internazionali che regolano anche i conflitti bellici.

L’utilizzo di bombe a grappolo da parte russa è stata testimoniata da inviati giornalistici di mezzo mondo e non è solo propaganda ucraina.

Così come il bombardamento di ospedali o centri della Croce Rosse da parte russa non sono fantasie occidentali ma dati di fatti inoppugnabili.

Chiunque abbia visto le immagini che sono filtrate da Mariupol non può non rendersi conto che con centinaia di migliaia di persone asserragliate in quella devastazione urbana continuare a cannoneggiare il centro cittadino è di per sé una violazione del diritto internazionale.

Convogli umanitari bloccati dai russi, pullman e auto private che fuggivano dalle città assediate bersagliate dai colpi di mitragliatrici russe non sono un’invenzione della propaganda ucraina ma sono state testimoniate da reporter internazionali, alcuni dei quali ci hanno anche rimesso la pelle per farlo.

Il ministro degli esteri russo Labrov sostiene che sia tutta una montatura ucraina con il supporto delle intelligence occidentali per screditare i russi.

A parte che finché non porterà prove inoppugnabili di quanto sostiene non si vede perché la sua versione dovrebbe essere più credibile di quella testimoniata anche da centinaia di reporter e inviati di mezzo mondo, viene da chiedersi perché mai i servizi segreti occidentali dovrebbero rischiare una figuraccia internazionale ordendo un complicato sistema di messinscena come quello ipotizzato dal Cremlino per Bucha solo per screditare chi, come i russi, ha fatto di tutto per tirarsi la zappa sui piedi da soli!

Già solo il fatto che i russi facciano evacuare da Mariupol solo i cittadini stranieri relegando gli ucraini residenti in quella città a una morte di stenti, di freddo e di malattia (sono settimane che non hanno acqua potabile, scarseggia il cibo, vivono rintanati nei bunker e chissà in che condizioni igieniche e di salute visto che di fatto anche la possibilità di curarsi è ridotta all’osso) basterebbe a dimostrare quanto poco credibili possano essere le parole di Labrov e degli altri esponenti russi.

O ci siamo dimenticati che poche ore prima di invadere l’Ucraina lo stesso Putin aveva ripetuto per l’ennesima volta che aver ammassato quasi duecentomila soldati ai confini ucraini era solo per normali esercitazioni militari e che mai e poi mai avrebbe superato il confine in armi?

A chi si arrovella nel calcolare giorni fra evacuazione russa e rinvenimento dei cadaveri sarebbe opportuno ricordare che riprendere una città occupata da una forza nemica non è come rientrare a casa dalle ferie con l’unica incombenza di disfare le valigie e fare il bucato del rientro.

Non sarebbe insensato pensare che la scoperta dei cadaveri sia avvenuta anche giorni dopo che i russi se ne sono andati, perché occorre rientrare con cautela, bonificare ogni singolo isolato dalla possibile presenza di cecchini nemici rimasti in città, per non parlare delle possibili mine e altri ostacoli lasciati dai russi.

Naturalmente se la storia ci dirà che si è trattato di una montatura allora il giudizio in merito a questo singolo fatto sull’operato ucraino sarà duro e senza condizioni. Riprovazione assicurata sin da ora.

Ma considerando anche le prove satellitari recentemente fornite anche dal NY Times risulta difficile credere alla versione russa e fino a prova contraria, l’onere della prova per discolparsi di quanto accaduto a Bucha tocca ai russi.

Per quanto concerne l’invasione dell’Ucraina, che sta a monte di tutto questo, anche degli eccidi di Bucha, non c’è alcun bisogno di accertare alcunché: la storia è già stata scritta e Putin ha condannato il popolo russo a entrare nelle pagine dei libri di storia al pari di quello tedesco ai tempi di Hitler.

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