di Mirtilla Amelia

Dopo l’insurrezione a Capitol Hill (l’articolo QUI) una valanga d’eventi e di conseguenze ha travolto la Casa Bianca. Grazie a Stephanie Grisham – portavoce della First Lady Melania – alla Ministra dell’istruzione (e fedelissima del Presidente uscente) Betsy de Vos e ad altri membri dello staff presidenziale, la scrivania della stanza ovale è stata ricoperta di lettere di dimissioni senza preavviso e con effetto istantaneo.

Donald Trump sembra essere sempre più solo e messo all’angolo.

Pur avendo condannato l’insurrezione affermando che gli assalitori non rappresentano l’America, ammettendo altresì la sconfitta con parole chiare e concise: “Il Congresso ha certificato i risultati delle elezioni. Una nuova amministrazione sarà inaugurata il 20 gennaio. Il mio obiettivo ora è quello di assicurare una transizione dei poteri tranquilla e ordinata“, lo strappo appare irreparabile.

Mentre la First Lady è letteralmente scomparsa dalla scena pubblica e gli unici a essere avvistati al fianco di Trump restano la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner, anch’essi protagonisti insieme a lui del video che li riprende mentre osservano alla tv gli scontri a Capitol Hill, la situazione resta tesa e pesante.

L’America vive ancora gli echi della protesta e la conta delle vittime sale a cinque.

Brian Sicknick l’agente ferito in modo gravissimo durante gli scontri, non ce l’ha fatta. La notizia è stata resa nota dalla polizia del Congresso.

S’innalzano imperanti su tutto e tutti le dichiarazioni del Presidente Biden che ha affermato: “Non osate chiamarli manifestanti… Erano una folla rivoltosa. Erano insorti, Terroristi domestici”.

Anche il Washington post nel suo editoriale afferma d’invocare il 25esimo emendamento, dichiarando che Trump dovrebbe essere rimosso con effetto immediato, perché “non idoneo ad adempiere ai poteri e ai suoi doveri d’ufficio.”

In molti rappresentanti del Governo e non, hanno definito preoccupanti le azioni e il linguaggio utilizzato da Trump tanto da chiamare in causa il vice presidente Mike Pence. L’unico al momento a poter invocare la messa in atto di questa norma, supportato dal governo. Ma il vice presidente si è trincerato in un silenzio sempre più assordante.

Ma che cos’è e come si attua il 25esimo emendamento?

È una norma che può essere richiesta dal Vice Presidente in carica con il sostegno del Governo e può essere concretizzata solo in casi specifici come:

  • la morte del Presidente – ad esempio, fu presentata dopo l’assassinio di J.F. Kennedy.
  • l’incapacità di mettere in atto ed esercitare i propri poteri per un breve periodo di tempo, dichiarata dal Presidente stesso alla Camera, che li affida ufficialmente al proprio Vice – come accaduto nel 1985 quando R. Reagan si sottopose ad intervento chirurgico e per il quale lasciò i poteri a George H.W. Bush. Stessa sorte toccò nel 2002 e nel 2007 a George W. Bush che dovette assentarsi per effettuare delle indagini diagnostiche e lasciò la Presidenza al suo vice Dick Cheney
  • un’altra ipotesi (quella paventata per il caso Trump) prevede che il Vice Presidente insieme alla maggioranza del Governo dichiari il Presidente non idoneo alla carica.

Pur essendo stato citato e richiesto da più voci, il 25esimo emendamento non sarebbe la scelta più consona perché i tempi d’attuazione sono lunghi rispetto al 20 Gennaio, data prevista per l’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca.

Donald Trump chiuderà la sua carriera presidenziale nel peggiore dei modi: abbandonato dalla maggioranza del suo entourage e in picchiata nei consensi popolari. Mai nessun Presidente Americano aveva vissuto un’uscita di scena così sgradita. Nello stesso tempo lui sembra non arrendersi e rimarca l’acrimonia contro Biden dichiarando: “To all of those who have asked, I will not going to the Inauguration on January 20th” (A tutti coloro che l’hanno chiesto, non andrò all’inaugurazione del 20 Gennaio).

La storia non è ancora finita e il 20 Gennaio sembra ancora troppo lontano per dichiarare chiusa l’era Trump.


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Mirtilla Amelia

Ciao, mi chiamo Mirtilla Amelia! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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