Perù. Centinaia di miglia di donne peruviane sono state sterilizzate senza nemmeno avere coscienza dell’entità della procedura alla quale si stavano sottoponendo. E senza nemmeno immaginare le conseguenze di tale procedura. E tutto questo accadeva per obbligo di legge. Precisamente di una legge del 1996, il Programma Nazionale di Pianificazione Familiare, inviata dall’allora presidente Fujimori al Parlamento. Una normativa che contemplava la vasectomia per gli uomini e la legatura delle tube di Falloppio per le donne. Un metodo anticoncezionale per controllare l’esplosione demografica del Paese.

Secondo le informazioni rilasciate dall’ufficio dell’Ombudsman (difensore del popolo)nazionale peruviano sono state eseguite circa 272.028 operazione per legare le tube di Falloppio e 22.004 vasectomie tra il 1996 e il 2001. La maggior parte degli interventi sono stati eseguiti su soggetti indigeni o abitanti delle zone rurali del Paese. Prevalentemente analfabeti e ignari di ciò che avrebbe comportato quella pratica alla quale si stavano sottoponendo.

Ora le vittime di tutte quelle sterilizzazioni forzate chiedono giustizia. E, finalmente, grazie alla denuncia fatta da un’associazione di vittime del piano ideato dall’ex presidente Alberto Fujimori quel dramma è arrivato sul tavolo delle Nazioni Unite.

L’associazione ha presentato denuncia attraverso la Cedaw (Organizzazione della convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna) e ha chiesto l’intervento internazionale per garantire una riparazione per le conseguenze di quella violazione dei diritti umani di moltissime donne e di molti uomini.

Il caso di Maria Elena Carbajal Cepeda

Uno dei casi più emblematici del dramma delle sterilizzazioni di massa è stato quello di Maria Elena Carbajal Cepeda avvenuto nei pressi di Lima. Maria Elena era una giovane donna di soli ventisei anni che, nel 1996, aveva appena dato alla luce il suo quarto figlio. E proprio subito dopo quel parto, un parto difficile che ha lasciato stremata e intontita la giovane donna, il persone ospedaliero ha approfittato dello stato di prostrazione della donna per avvicinarla e convincerla a sottoporsi all’intervento. Aveva già avuto quattro figli e il marito molto religioso non intendeva utilizzare anticoncezionali. A seguito dell’intervento la donna ha scoperto che il neonato che aveva partorito le era stato sottratto e tenuto nascosto per costringerla ad accettare l’intervento.

All’uscita dall’ospedale dopo diversi giorni la donna aveva scoperto che il marito l’aveva abbandonata e, oltre al dolore della perdita tempo dopo ha dovuto anche constatare che l’intervento che le avevano praticato era irreversibile. Non avrebbe mai più potuto avere figli e a livello ormonale andando avanti con l’età avrebbe avuto diversi e pesanti disturbi di salute.

Un obiettivo nobile con conseguenze drammatiche

Il Programma Nazionale di Pianificazione Familiare era nato, in principio, con un obiettivo nobile, quello di assicurare anche alle donne vulnerabili del Perù, analfabete e povere, di poter accedere a un metodo contraccettivo e non ritrovarsi con nidiate di figli che avrebbero patito la fame. Il piano incoraggiava il personale sanitario a realizzare quanto più possibile interventi, a volte anche con premi in denaro per infermieri e medici. Nel 2017 secondo un rapporto del Pubblico Ministero è emerso che del numero impressionante di sterilizzazioni operate, sia su donne che su uomini, diverse migliaia erano state realizzate senza consenso.

Una violazione dei diritti della persona con conseguenze sottovalutate. Le vittime di quella pratica si sono ritrovate spesso a subire conseguenze sociali e psicologiche. Oltre all’abbandono e all’esclusione a cui ancora oggi spesso sono sottoposte, sia le vittime che le rispettive famiglie, queste sono frequentemente al centro dell’attenzione a causa delle denunce internazionali.

Una speranza di giustizia affondata in poco tempo

Il caso di Mamérita Mestanza Chávez è stato un precedente importante per il riconoscimento delle responsabilità dello Stato peruviano in questo dramma. La donna è morta nel 1998 a causa di un’infezione subentrata durante l’intervento di sterilizzazione forzata e nel 2003 la Corte interamericana per i Diritti Umani ha costretto lo Stato peruviano a raggiungere un accordo con la famiglia. Il Governo è stato così costretto a sostenere le spese per il mantenimento e l’educazione dei sette orfani della donna.

Dopo anni di lotte e battaglie nel 2015 venne istituito il Registro Nazionale delle Vittime di Sterilizzazione forzata. Uno dei pochi raggi di luce che hanno dato speranza alle vittime di quel dramma. Le vittime hanno cominciato a sperare di poter vedere la giustizia e di vedere che i colpevoli avrebbero pagato per le loro colpe. Ma la speranza ebbe vita breve perché il registro fu chiuso dopo tre anni, nel 2018, a causa delle misure di austerity introdotte. E, oltre al danno la beffa, la cosa accadeva proprio quando Pedro Pablo Kuczynski, allora presidente, aveva annunciato un indulto a favore di Fujimori, incarcerato a causa di altri crimini contro l’umanità.

Alberto Fujimori

Il Programma Nazionale di Pianificazione Familiare del governo Fujimori ha segnato la vita di un’intera generazione. Ancora oggi le donne peruviane vedono con terrore quel periodo e la possibilità che torni un governo guidato dalle varie correnti del fujimorismo.

Alberto Fujimori è attualmente in carcere, condannato a scontare una lunghissima pena per le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate durante il suo governo. Ma i segni fisici e psicologici che le sue vittime portano ancora addosso non si potranno mai cancellare.

Inoltre l’Associazione delle vittime della sterilizzazione forzata di Lima e Callao, di cui è da due anni presidente la stessa Maria Elena Carbajal, ha presentato richiesta per ottenere una minima tutela non ricevendo le vittime in questione nessun tipo di assistenza sanitaria o alcun genere di aiuto dal governo peruviano. Ma a seguito della richiesta sembra non sia ancora accaduto nulla.


Fonti:
  • PourFemme, 5/02/2017. Sterilizzazione forzata, la terribile pratica del governo Fujimori di Lavinia Sarchi
  • L’altra versione dei fatti, 7/08/2017. Perù: “Il Governo ci sterilizzò con la forza e con l’inganno” di Daniele Reale
  • Libero Pensiero, 10/08/2017. In Perù le donne chiedono giustizia: il dramma della sterilizzazione forzata
  • Eco Internazionale, 29/09/2017. Il corpo delle donne indigene Peruviane come strumento di politica economica di Francesca Rao
  • Il Mattino, 6/10/2017. Perù, Fujimori accusato della sterilizzazione forzata di oltre 200 mila donne
  • Il Messaggero, 6/10/2017. Perù, Fujimori accusato della sterilizzazione forzata di oltre 200 mila donne
  • Le persone e la dignità, 6/10/2017. Perù, Fujimori e la sterilizzazione forzata di 200mila donne di Monica Ricci Sargentini
  • Diritti Umani, 7/10/2017. Perù – Fujimori (1990-2000) sterilizzazione forzata di 200mila donne (Corriere della Sera) di Monica Ricci Sargentini
  • LineaDiretta24, 8/10/2017. Perù, ex presidente Fujimori ordinò la sterilizzazione di oltre 200mila donne di Valentina Perucca
  • AgoraVox, 23/04/2018. Perù: la sterilizzazione forzata del Fujimorismo di David Lifondi
  • Pressenza, 28/04/2018. L’ex presidente peruviano Fujimori indagato per le sterilizzazioni di massa di Riccardo Noury
  • Notizie Geopolitiche, 8/05/2018. Perù. Sterilizzazione forzata: si riapre il processo per l’ex presidente Fujimori
  • Il Manifesto, 10/10/2020. I corpi del reato di Fyjimori
  • Facebook, 26/06/2019. Video di Maria Elena Carbajal Cepeda
  • Radici Cristiane. Perù – Sterilizzazioni forzate: l’ex-Presidente Fujimori non dovrà risponderne

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