→ Sino al 29 agosto 2021 presso la Casa del Mantegna di Mantova a 100 anni dalla nascita di Joseph Beuys la mostra Il Tamburo dello Sciamano (FB: @casadelmanegna)

Joseph Beuys

a 100 anni dalla nascita: la mostra a Mantova

Il Tamburo dello Sciamano”

espone opere, multipli, video e documenti per omaggiare l’attualità del pensiero dell’artista tedesco protagonista della sperimentazione concettuale

Presso la Casa del Mantegna a Mantova, la mostra “Joseph Beuys. Il Tamburo dello Sciamano”. L’evento, con cui riparte il programma espositivo della storica dimora mantegnesca, commemora il centenario della nascita di Joseph Beuys, artista che ha segnato la storia dell’arte contemporanea con la sua idea di “arte ampliata”, interpretata in senso antropologico. Dal 19 giugno al 29 agosto la mostra rende omaggio all’attualità del pensiero di Beuys circa il ruolo dell’artista, l’impegno ambientale, il rapporto tra arte e scienza, con opere, multipli, video, materiale documentario e un calendario di iniziative collaterali.

All’inaugurazione saranno presenti il Presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli e la Console Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano in carica Tatjana Schenke-Olivieri. Promossa dall’Associazione Culturale Flangini in collaborazione con la Provincia di Mantova, la personale è curata dal professor Antonio d’Avossa, critico d’arte e docente emerito all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, studioso dell’opera e del pensiero del Maestro tedesco e curatore di numerose esposizioni in Europa e in America.

Grande protagonista della sperimentazione concettuale, Beuys compendia con Andy Warhol, di cui era amico ed estimatore benché su posizioni diverse, le linee fondamentali dell’arte visiva del secondo dopoguerra. Notissimo in Europa e negli USA, dal 1971 lavorò ed espose frequentemente in Italia. Legato in un primo tempo a Fluxus, gruppo che intendeva ricreare il senso dell’arte in relazione alla vita, fu sempre molto attivo nel proporre temi ecologici e politici e fornì un contributo essenziale alla fondazione del movimento dei Verdi (Die Grünen) in Germania. «Il suo attivismo politico va letto non soltanto nel senso ecologico, ma principalmente nell’aspetto antropologico: difesa dell’uomo, della creatività, dei valori umani» (A. d’Avossa).

In mostra oltre 100 esemplari di multipli e opere uniche, provenienti da collezioni private e pubbliche, dimostrano un uso strategico di questo “arsenale” creativo e pacifico come arma di propaganda di un pensiero divenuto oggetto di numerose attenzioni e letture. Circa 150 documenti rari guidano il visitatore lungo il percorso della Casa del Mantegna: i manifesti firmati dal Maestro tedesco, le cartoline e le fotografie documentano la sua attività e il suo pensiero. I multipli e i documenti sono accompagnati da una serie di video realizzati tra il 1964 e il 1985, che testimoniano le famose “azioni” durante le quali l’artista coinvolgeva il pubblico con discussioni su temi sociali, dando vita a un nuovo concetto di scultura: la “scultura sociale” (Soziale Plastik). Rari filmati, dodici tra silenziosi e sonori, di “azioni” e discussioni dell’artista sono collocati in quattro differenti postazioni lungo il percorso espositivo. In questo modo essi «rendono visibile l’invisibilità delle sue parole» (A. d’Avossa).

Di particolare interesse in mostra la ricostruzione simbolica dell’incidente dell’aereo Stuka JU-87, caduto sul fronte russo in Crimea, a causa di un’improvvisa tempesta di neve, nel febbraio 1943. L’artista fu soccorso da una tribù di nomadi tartari, che praticarono una medicina sciamanica di “ricostruzione”, ricoprendo il suo corpo di grasso animale e avvolgendolo nel feltro. Successivamente venne trasportato nell’ospedale militare tedesco, dove ricevette ulteriori cure. Il contatto con la cultura dei Tartari e lo straordinario episodio vissuto favorirono lo sviluppo dell’idea di un’arte come esperienza salvifica del mondo malato; l’uso del feltro e del grasso, materiali ricorrenti nelle sue “azioni”, opere e installazioni, rimanda infatti a quel particolare momento biografico.

La mostra è occasione per una riflessione sul percorso artistico e biografico di questo rivoluzionario artista del ‘900. Nella sala conferenze di Casa del Mantegna saranno organizzati due incontri con il professor Antonio d’Avossa, il 10 e il 24 luglio, il primo dedicato a indagare i rapporti politici e sociali nell’opera di Joseph Beuys nel suo tempo, il secondo incentrato sul rapporto di Beuys con arte, ambiente, scienza e natura. Previsto inoltre un simposio, ancora il 24 luglio, a cui interverranno studiosi e testimoni internazionali, con introduzione e presentazione dello stesso curatore.

Parte integrante del progetto espositivo è la realizzazione di percorsi didattici, con “immersione” nella natura, affidati alla Cooperativa Alkémica, sui temi dell’ambiente, dell’inquinamento e soprattutto del rapporto tra uomo e natura, secondo le suggestioni suggerite dalla concezione di arte e di vita di Beuys (per prenotazioni e informazioni: www.alkemicaonline.it/eventi-alkemica/). Sabato 24 luglio, nel giardino di Casa del Mantegna, sarà ricordata con un gesto commemorativo l’opera “7000 Eichen”, la cui piantumazione fu avviata il 19 giugno 1982 dallo stesso Beuys nella città di Kassel, durante la Documenta 7.

Visite guidate gratuite saranno possibili per gruppi e famiglie nei weekend, previa prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza, e per ipovedenti con fornitura di lenti speciali. Informazioni e prenotazioni via telefono (347 4533449), e-mail (associazione.flangini@gmail.com) o attraverso l’apposita sezione dei siti www.casadelmantegna.it e www.associazioneflangini.eu, dove è consultabile il calendario completo degli eventi collaterali.

Scheda tecnica

Titolo mostra: Joseph Beuys. Il Tamburo dello Sciamano – Opere Multipli Video e Documenti

A cura di: Antonio d’Avossa

Promossa da: Provincia di Mantova – Associazione Flangini

Patrocinio di: Regione Lombardia – Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano – Goethe-Institut Mailand – Associazione Mantovani nel mondo – Associazione Lombardi nel mondo

Con il sostegno di: Fondazione Cariplo – Collectibus srl Società Benefit

Organizzata da: Organizzazione Flangini

Sede: Casa del Mantegna, via Giovanni Acerbi, 47 – 46100 Mantova

Periodo di apertura: dal 19 giugno al 29 agosto 2021

Conferenza stampa: martedì 15 giugno 2021, ore 11.00. Saranno presenti autorità istituzionali, tra cui il Presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli, critici d’arte e giornalisti.

Inaugurazione: venerdì 18 giugno 2021, ore 18.00. Saranno presenti il Presidente della Provincia di Mantova Beniamino Morselli e la Console Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano in carica Tatjana Schenke-Olivieri.

Orari:

Mercoledì e giovedì, 10.00-12.30 / 15.00-19.00

Venerdì e sabato, 10.00-12.30 / 15.00-22.00

Domenica, 10.00-19.00

Aperto anche il 15 agosto

Ingresso libero

Volume: “Sette letture e una conversazione” di Antonio d’Avossa, edito per la mostra da Silvana Editoriale, Milano.

Giornale “Beuys per tutti” introduttivo alla mostra.

Eventi collaterali (calendario consultabile su www.casadelmantegna.it e www.associazioneflangini.eu)

Una giovane quercia in memoria delle 7000 querce di Kassel sabato 24 luglio ore 10.00, nel giardino di Casa del Mantegna per commemorare il centenario della nascita dell’artista.

Symposium sabato 24 luglio ore 11.00, con relazioni e interventi di numerosi studiosi e testimoni internazionali e introduzione e presentazione del curatore prof. Antonio d’Avossa.

Incontri con il pubblico (sala conferenze Casa del Mantegna)

– sabato 10 luglio ore 19.00, incontro dedicato ad indagare i rapporti politici e sociali nell’opera di Joseph Beuys nel suo tempo.

– sabato 24 luglio ore 19.00, incontro dedicato al rapporto di Beuys con arte, ambiente, scienza e natura.

Visite guidate e percorsi didattici

– Visite guidate per gruppi e famiglie nel weekend: prenotazione al numero 347 4533449.

– Visite per ipovedenti: prenotazione al numero 347 4533449. Si forniscono lenti speciali.

– Percorsi didattici, ispirati ai temi presenti in mostra, con “immersione” nella natura, nel paesaggio lacustre e fluviale mantovano, organizzati in collaborazione con la Cooperativa Alkémica (per prenotazioni e informazioni: www.alkemicaonline.it/eventi-alkemica/)

Per info: 347 4533449 – associazione.flangini@gmail.com – www.associazioneflangini.eu e www.casadelmantegna.it

Infopoint Mantova: 0376 432432 – info@turismo.mantova.it – www.turismo.mantova.it

Facebook: Associazione Culturale Giuseppe e Gina Flangini

Biografia di Joseph Beuys

Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986) è stato un pittore, scultore e artista tedesco. È universalmente riconosciuto come uno degli artisti europei più importanti e rivoluzionari del secolo scorso.

Dalle prime esibizioni dove ha esplorato il ruolo dell’artista come sciamano, Beuys ha impegnato il suo pubblico in modo provocatorio, senza precedenti, invitando l’arte ad essere genuinamente umana e utile per un cambiamento rivoluzionario che poteva attuarsi per mezzo di una “scultura sociale”; in un progetto creativo che ha sfumato i confini tra arte e vita, Beuys ha creato oggetti, azioni, installazioni, sculture e disegni che sfidano le nostre nozioni tradizionali ed estetiche di arte e creatività.

La natura profondamente sperimentale del suo lavoro ha permesso all’artista di essere considerato come uno dei padri fondatori dell’avanguardia tedesca ed europea; fu professore di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf e definì la sua pratica pedagogica come “la sua opera d’arte più importante”. Slogan come “La rivoluzione siamo Noi”, “Ogni uomo è un artista”, “Arte = Capitale” e “Difesa della Natura” sono da considerare parte costante del suo lavoro creativo. Inoltre sua influenza continua a risuonare, come un tamburo, ancora oggi con una nuova generazione di artisti.

Le sue opera sono presenti in numerose e prestigiose collezioni e sono state esposte in tutto il mondo, tra gli altri: Guggeneheim Museum, New York ; Museum of Contemporary Art, Chicago; Walker Art Center, Minneapolis; Hamburger Bahnhof, Berlino; Centre Pompidou – Musée National d´Art Moderne, Parigi; Museo d’arte moderna e contemporanea, Bolzano; National Museum of Contemporary Art Korea, Seul; Kunsthalle Fridericianum, Kassel; Deutsche Guggenheim, Berlino; Museum of Contemporary Art, Sydney; MoMA – Museum of Modern Art, New York; Singapore Art Museum, Singapore; MUMOK Museum Moderner Kunst, Vienna; Museu d´Art Contemporani de Barcelona – MACBA, Barcellona; S.M.A.K. – Stedelijk Museum voor Actuele Kunst, Gent; Peggy Guggenheim Collection, Venezia; National Museum of Contemporary Art – EMST, Atene; MARTa Herford, Herford; Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli, Torino; Museum of Contemporary Art Belgrade, Belgrado; Stedelijk Museum, Amsterdam; National Museum of Contemporary Art (MNAC), Bucarest; Tate Modern, Londra; Kunsthaus Zurich, Zurich; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Centre d’Art Santa Monica, Barcellona; Museo di Stato, Repubblica di San Marino; SESC Pompeia, San Paolo; MAM -Museo d’arte Moderna, Salvador de Bahia; MAX Museo, Chiasso CH; Museo Nacional de la Estampa, Città del Messico; Palazzo delle Albere-MART, Rovereto e Trento; Rocca Paolina, Perugia; Hessischen Landesmuseum, Darmstadt; Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Dusseldorf.

Casa del Mantegna

La data di nascita della casa del Mantegna, una dimora quale nessun altro artista a lui contemporaneo poteva permettersi di realizzare, risale al 18 ottobre 1476. Il terreno su cui edificarla, donatogli da Ludovico Gonzaga, costituiva forse il premio per il compimento degli affreschi della Camera degli Sposi. Su quel terreno Andrea Mantegna innalzò un palazzo di due piani, concepito su una pianta quadrata, nel cui centro si iscrive il cortile circolare. La sua cultura antiquaria, e probabilmente qualche colloquio con Alberti, lo indussero a realizzare, nel linguaggio dell’umanesimo architettonico, un edificio residenziale in cui – evidente richiamo alla domus romana – l’atrium diviene un cortile attorno al quale si dispongono gli ambienti adiacenti. All’esterno, le facciate, originariamente dipinte, sono prive di ordini; questi compaiono invece nel cortile, in una introversione adattata alle altezze ridotte in uso nell’edilizia privata settentrionale.

La casa non è solo un raro esemplare di edificio quattrocentesco: essa interpreta anche il desiderio di realizzare un meccanismo di autorappresentazione e di autolegittimazione, che rimanda ad un artista aggiornato sui precetti esposti da Alberti nel De pictura, padrone della geometria e della prospettiva, attento alla poesia e alla letteratura, un artista che si pone come antiquarius e cortegiano. In questa direzione si comprende bene anche la scritta ab Olympo, posta su uno degli architravi di un portale del cortile: è un’attestazione di fierezza in cui riecheggia soprattutto la memoria dell’antica bottega di Fidia ad Olimpia, sulle cui pietre il fulmine di Zeus aveva inciso il riconoscimento della grandezza. Per Mantegna la casa diventa dunque rappresentativa contemporaneamente della fama, dello status, e del dono divino dell’ingegno: autoritratto dell’uomo e dell’artista, fu da lui stesso destinata ad entrare nel numero delle opere che contribuiscono a tramandarne lo straordinario magistero.

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