Di Maria Chiara Trabberi

Oggi io e Miss Cartridge vogliamo parlare del nostro amico Daniele Pozzi, un ragazzo ormai “diversamente giovane” (veramente pensavamo fosse più giovane 😂), “romano de Roma”, simpaticissimo e dotato di una grande creatività.

Infatti, oltre ad essere scrittore, il nostro Daniele si diletta anche con la pittura, e la libreria ODRADEK in via dei Banchi Vecchi a Roma ha deciso di ospitare una sua mostra dal dal 3 al 24 aprile (affrettatevi!!!)

Ma adesso lasciamo parlare lui 😊 Daniele, parlaci un po’ di te, raccontaci chi sei…

Io sono uno di quegli esseri umani che del dormire ne sa poco, un insonne medagliato. Sono manager laureato in economia, con una tesi sul telelavoro e impatto ambientale. Attualmente gestisco alcune zone d’Italia e di tempo a disposizione, com’è facile intuire, ne rimarrebbe veramente ben poco, ma qua è entrato in gioco il jolly! Sì perché dormire a spanne tre ore a notte ha finito per trasformarsi in un’opportunità, come diceva Galilei – o se vuoi scomodiamo il buon vecchio Goethe, ma poi “diventiamo intellettuali” e per carità! –. Così nelle ore di non-sonno dipingo e scrivo. Quando tutto è fermo e solo i miei pensieri si muovono all’impazzata, confusi e stremati da una stramba ispirazione, è il mio tempo migliore. A che età hai deciso di iniziare a dipingere e chi/cosa ti ha ispirato

Mentre la scrittura è con me da sempre, la pittura è qualcosa di molto strano. È insorta all’improvviso in un certo momento della mia vita ed è immediatamente risultata fluida, naturale, come se avessi sempre dipinto, mescolato i colori in un determinato modo, sporcato i pennelli e le tele in quella maniera, oppure graffiato e inciso e disegnato così come stavo facendo. Il tempo dell’esperienza è sempre indispensabile, e accolgo tutti i valori aggiunti, ma per ora mi lascio guidare senza opporre resistenza.

Forse dipingere è così naturale per me perché non vedo le cose che ci sono fuori, ma quelle che ho dentro. Quella che rappresento è la mia irrealtà e quindi ogni quadro prende vita prima dall’anima e poi si proietta all’esterno con una potenza molto determinata, da qui le “viscere su tela” come mi sono divertito a definirle. Quando dipingo è la tela che comanda, che mi dice ciò che vuole diventare… è un processo di creazione condiviso, un mutuo soccorso insomma.

A volte cerco di forzare le forme che si compongono per piegarle alla logica razionale, ma tutto stride, è un po’ come tradire il fluido divenire naturale delle cose. Quando frequentavo un corso di disegno a Roma, molti colleghi avevano il problema di riuscire a disegnare senza un modello davanti, mentre io la trovavo un’occasione invece. E torniamo alla privazione da volgere a vantaggio, un mio meccanismo istintivo.

I meri esercizi di forma non fanno per me, la verità è nell’animo di chi opera e nel cuore di chi percepisce ciò che emerge. Le macchie di colore su tela sono ciò che la tua psiche proietta e ha bisogno di vedere, rivelando forse quello che sei, ma creare quelle figure attiene a sfere ben distanti dalla semplice interpretazione.

Raccontaci un pochino la tua mostra, cosa ci troviamo

Nella mostra a Roma nella libreria Odradek in via Banchi Vecchi 57, troverete alcuni dei dipinti più recenti. I miei lavori fantastici e futuribili, mondi possibili e fantasiosi, come la trilogia di natura viva, che è stata molto gradita per fortuna. Nei miei quadri c’è un percorso, una storia raccontata e da raccontare, il mondo ermetico e gli occhi di chi è guardato mentre guarda. Troverete paesaggi futuribili come Città che riflette, City moon, Acquario, Suspended city e altri ancora.Ci sono anche i miei libri, il calendario 2021 con i miei quadri e segnalibri a tema che ho realizzato.

Uno dei tuoi ultimi lavori letterari si intitola “Affreschi di quartiere. Magliana 7.0”, che legame c’è per te tra scrittura e pittura?

Più che di legame si tratta di una fusione, una complementarietà, che si plasma di volta in volta sul comune filo del cambiamento che nasce dal progetto più che dalla prosa, dalle fondamenta.

Ad esempio, Omar dei Corvi, pubblicato nel 2019, è figlio di questo approccio che è diventato un mio stile. È un viaggio che inizia da lontano, dall’anima di bambino del protagonista per costruirsi come uomo nuovo, purificandosi. Mi sono dedicato molto alla cura del linguaggio, misto a una sorta di sali-scendi voluto che si rivolge alle verità dell’anima. C’è in questo romanzo la responsabilità etica. Una costruzione che si distacca dal bisogno di scrivere, o dalla necessità di autodeterminarsi come io scrivente. Un passaggio a una terza fase dello scrivere, quando affidi all’inchiostro di macchiare la carta con i segni della tua anima.

Diverso invece il passo di Affreschi di Quartiere, Magliana 7.0 che definisco una produzione pittorica su carta, come d il titolo stesso. Comune il messaggio di recupero della bellezza dell’umanità, ma differente la forma di espressione.

Con la pittura io ho un rapporto esplosivo, vulcanico che va oltre la semplice ispirazione momentanea o impulsiva, e Affreschi è stato come dipingere, è sgorgato spontaneo; in poco tempo è nato questo piccolo ma denso progetto. Ci siamo divertiti, con Giada Bassetti che cura i miei testi e che ringrazio, a realizzare dei videoracconti che sui social hanno avuto un ottimo riscontro.

Amo entrambi questi miei modi fare arte, mi appartengono, riescono a svuotare la mia anima prima che trabocchi.

Qual è il tuo strumento preferito, la penna o il pennello?

Sono due dispositivi ben diversi, implicano porte per mondi a volte molto distanti, ma con molti ponti che li collegano. Li amo entrambi e non potrei abbandonare nessuno di essi sul ciglio della strada.

Quali altre passioni hai?

Nel mio “condominio interiore” i dedali sono tanti, non ho certo finito di vedere dove portano. Tengo sempre accesa la lanterna, ecco, e spero di non smettere di stupirmi.

Come diceva Mandela: “Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere”.

Ricordaci ancora quando e dove possiamo vedere i tuoi lavori

Grazie alla bellissima iniziativa della libreria Odradek di Roma, è possibile visitare una mia mostra personale con alcune delle ultime opere in via dei Banchi vecchi 57, fino al 23 aprile. Per chi è di Roma è una passeggiata che consiglio, non solo per i miei quadri, ma anche per visitare la libreria zeppa di edizioni di qualità.

Per tutti gli altri trovate i miei libri Omar dei Corvi e Affreschi di quartiere. Magliana 7.0, oltre che in molte librerie di Roma, ordinabili nelle librerie d’Italia e acquistabili su tutti gli store online.

Chi mi vuole seguire o solo curiosare tra i miei lavori sono su instagram @oberon242 e su facebook @Daniele Pozzi e @Omar dei Corvi.

Colgo l’occasione per ringraziare di cuore tutte le persone che hanno collaborato con me, e sono veramente tante, chi ha avuto la curiosità di leggere le mie pagine e accogliere i miei quadri. Grazie!

Grazie a te Daniele per averci fatto compagnia ed esserti raccontato con tanta generosità (noi che ti conosciamo non avevamo dubbi 😊), io e Miss Cartridge ci auguriamo di rivederti presto, magari per parlare della tua prossima iniziativa!!!


Fonte: Nella Cucina di Miss Cartridge: 🎤🎤🎤 INTERVISTA A DANIELE POZZI 🎤🎤🎤


Maria Chiara Trabberi

Maria Chiara Trabberi si definisce “diversamente giovane”, avida lettrice, scrive per il teatro, recita e si occupa del blog Nella cucina di Miss Cartridge. Per Il salotto di Ceci Simo cura la rubrica Dietro le quinte con Maria Chiara che si occupa di teatro e di tutto ciò che vi ruota attorno.

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