di Mirtilla Amelia

Prima di Joe Biden, degli elettori e del partito ha vinto lei, Kamala Harris!

È lei la donna del momento tutti gli occhi e i flash – quelli soprattutto dopo la discussa copertina apparsa su “Vogue” – sono rivolti a colei che per prima entrerà alla Casa Bianca non come First Lady, ma come Vice Presidente degli Stati Uniti d’America. Prima Donna ad assumere questa carica. Prima Donna nel cui sangue scorre un mix genetico indiano (da parte di madre) e giamaicano (da parte di padre) che le permette di sgretolare altri primati storici e sociali negli Usa, rappresentando sia le donne che le minoranze etniche.

Mai nessuna prima di lei. Ma nessuna come lei.

Kamala Harris è pronta a fare la storia degli Stati Uniti d’America e non solo. È la rappresentante perfetta del Woman Power e durante tutta la sua vita ne ha dato più volte riprova, dimostrando tenacia, forza e concretezza.

In molti la definiscono la “Obama Donna”, ma lei non denigra ne elogia il paragone rimanendo fedele sempre a se stessa soprattutto quando pur appoggiando la politica di Obama, pretese le sue scuse quando lui la definì pubblicamente “la più bella procuratrice americana”. E le ottenne.

Indubbio il fascino, certe le sue capacità che l’hanno portata a diventare il prossimo vice presidente.

Nata a Oakland 56 anni fa dal matrimonio tra Shyamala Gopalan, indiana immigrata e successivamente naturalizzata statunitense e Donal Harris giamaicano naturalizzato americano. Entrambi i genitori immigrati in America, rappresentano insieme alla figlia il perfetto emblema della rivalsa e la realizzazione che il Paese può offrire a tutti. La madre Shyamala, che ha avuto un ruolo essenziale nella vita della Harris è stata una scienziata oncologa, deceduta nel 2009 per un cancro al colon; mentre il padre è attualmente un economista e Professore emerito alla Stanford University. Kamala ha anche una sorella Maya e la loro vita familiare è stata fondata sulla mescolanza delle culture di entrambi i genitori che, seppur divorziati, hanno permesso alle figlie di scoprire le proprie radici, incentivando i loro sogni.

Lunga è la strada che ha percorso Kamala per arrivare a sfiorare il tetto del mondo: dalla “ragazzina nera” che grazie a un servizio di scuolabus poteva andare in una scuola migliore (“Quella ragazzina ero io.” – si definì così durante un duro confronto con Biden, durante le primarie nel 2019), agli studi all’Hastings College of the Law di San Francisco. La sua carriera si concretizza con l’elezione a Procuratrice Distrettuale prima a San Francisco e poi in California fino al 2014, e anche in questo caso è la prima donna a ricoprire questi incarichi. Conquista il seggio in Senato nel 2016, anno della vittoria di Trump col quale è sempre stata in conflitto.

Dopo Hillary Clinton è la seconda donna nel panorama politico americano a correre per la Casa Bianca nel 2019; pur mettendocela tutta non riesce a vincere ma attira su di sé l’attenzione e l’ammirazione del pubblico.

Il resto lo fa Joe Biden quando la sceglie come Vice Presidente.

La consacrazione

Il suo discorso a Novembre 2020, quando arriva sul palco vestita di bianco e sorridendo, infrange gli schermi, arrivando a tutti (donne in primis).

Ringrazia Biden: “Joe ha avuto l’audacia di rompere una delle maggiori barriere nel nostro Paese”.

“Penso alle donne che hanno combattuto e sacrificato così tanto per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti, comprese le donne afroamericane, spesso trascurate ma che spesso dimostrano di essere la spina dorsale della nostra democrazia”.

“Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l’ultima”

“Ai figli del nostro Paese, indipendentemente dal vostro genere, abbiamo un messaggio chiaro per voi: sognate con ambizione, guidate con convinzione e guardate a voi stessi in modi che forse gli altri non vedranno, ma semplicemente perché non lo hanno mai visto prima. E noi vi applaudiremo ad ogni passo”.

Pensa ai figli dell’America, senza mai dimenticare i suoi due acquisiti, Ella e Cole, nati dalla prima unione del marito avvocato Douglas Emhoff. Sono una famiglia allargata e felice lontana dagli standard tradizionali e vicina alla realtà di molti. La Harris ha spesso dichiarato di avere un rapporto unico con i suoi figli(astri) che la chiamano affettuosamente “Momala”, titolo che preferisce sopra a tutti gli altri che ha ottenuto durante la sua vita.

Nel suo famoso discorso, non dimentica la madre ricordandola così: “Lei credeva nell’America che rende possibili momenti come questo. Penso a lei e penso a intere generazioni di donne, donne di colore, asiatiche, bianche, latine, native americane, che hanno battuto la strada per questo preciso momento”.

Il suo viaggio è appena agli inizi, ma di sicuro Kamala Harris è pronta ad affrontare quest’ennesima sfida che la porterà ancora a rappresentare la forza e la dignità delle Donne che credono nei propri sogni perché certe della loro unicità.


Mirtilla Amelia

Ciao, mi chiamo Mirtilla Amelia! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.