→ Venerdì 25 marzo 2022, nell’ambito della rassegna La Scena delle Donne, presso l’Auditorium Concordia di Pordenone appuntamento con La stanza delle anime. Le donne della Divina Commedia oggi, di e con Arianna Addonizio, regia di Bruna Braidotti.

venerdì 25 marzo 2022 –ore 20.45

Auditorium Concordia, Pordenone

LA STANZA DELLE ANIME

Le donne della Divina Commedia oggi

di e con Arianna Addonizio

musiche originali ed eseguite dal vivo da Nicola Milan 

da un’idea e progetto di Bruna Braidotti 

regia di Bruna Braidotti

aiuto regia Tania Chirino 

registrazioni audio a cura di Revolux Studios Records Jacopo Dotti

produzione Compagnia di Arti e Mestieri

La stanza delle anime riporta al tempo contemporaneo due personalità vissute nel medioevo che hanno dedicato all’aldilà, le loro opere più importanti, il massimo poeta italiano e Hildegard von Bingen, monaca scrittrice e mistica tedesca.    

La teologa è la conduttrice di radio Hildegard che omaggia Dante Alighieri, artista rapper del 2021, con la visione di alcuni personaggi femminili dei suoi album Inferno Purgatorio e Paradiso. Francesca Da Rimini, Pia De Tolomei, Sapia Salani, Piccarda Donati, Cunizza da Romano, Beatrice Portinari a cui Dante Alighieri diede la parola 700 anni fa nella Divina Commedia, diventano donne di oggi che ne riproducono gli stessi percorsi di vita. Le musiche che accompagnano, commentano ed interpretano il percorso visionario intrecciano i brani delle opere e atmosfere musicali di Hildegard von Bingen con le composizioni originali contemporanee di Nicola Milan creando un continuum suggestivo dal medioevo ad oggi.

5 marzo-2 aprile 2022

Pordenone, Vigonovo di Fontanafredda, Cordenons

Dal 5 marzo “La scena delle donne” fa ritorno in Friuli Venezia Giulia: nel mese dedicato alle donne, il festival di teatro riparte e compie 18 anni

Marzo è il mese delle donne. Immancabile l’omaggio della Compagnia di Arti e Mestieri diretta da Bruna Braidotti, punto di riferimento della scena femminile italiana, dal 1987 impegnata in un percorso di approfondimento sui temi della specificità delle donne attraverso la cultura e il teatro. Il femminile torna quindi protagonista sul palco dal 5 marzo in Friuli Venezia Giulia, dove lo storico festival “La scena delle donne”, giunto alla sua XVIII edizione, ci terrà compagnia per tutto il mese di marzo e fino a settembre inoltrato, quando la sua programmazione culminerà con l’ospitalità di compagnie internazionali. Grazie al contributo del Comune di Fontanafredda, il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, e la collaborazione con il Comune di Cordenons e il centro antiviolenza Voce Donna Onlus Pordenone in arrivo nel mese in cui si celebra la Giornata internazionale della donna (8 marzo) una serie di spettacoli ed eventi che “La scena delle donne”, nell’anno in cui compie la sua “maggiore età”, dedicaalle“connessioni generazionali”.

Dal 5 marzo e fino al 2 aprile si snoda quindi tra i Comuni di Pordenone, Vigonovo di Fontanafredda e Cordenons il primo round di una delle più importanti e longeve manifestazioni teatrali dedicate ad attrici, registe e drammaturghe e al teatro civile femminile di respiro nazionale e internazionale. Dichiara Bruna Braidotti, direttrice artistica, autrice, regista e attrice: «L’obiettivo è quello di creare connessioni tra le generazioni in vista del programma di settembre che sarà incentrato sulla tradizione teatrale delle donne nei secoli facendo incontrare le grandi autrici del passato con registe, autrici contemporanee e giovani leve del teatro». Oltre agli spettacoli sempre attuali e di consolidato successo della Compagnia di Arti e Mestieri, in scena alcune delle artiste di lungo corso ed emergenti più interessanti del panorama teatrale femminile italiano, primizie di una nuova tendenza del teatro delle donne: l’apprezzata e pluripremiata artista Marta Cuscunà, originaria di Monfalcone, Natasha Czertok dello storico Teatro Nucleo di Ferrara e la giovane compagnia romana Teatro al femminile, vincitrice nel 2021 della terza edizione della rassegna “La giovane scena delle donne” promossa e organizzata dalla Compagnia di Arti e Mestieri.

IL PROGRAMMA

Martedì 8 marzo, nella Sala Consiliare di Vigonovo di Fontanafredda alle 18.30, in scena “Italia. Le donne italiane al voto”, scritto, diretto e interpretato da Bruna Braidotti, affiancata in scena da Bianca Manzari, spettacolo vincitore del Premio Donne e Teatro 2007, che, come spiega la motivazione del premio, rappresenta un «notevole e raro esempio di teatro civile osservato con occhio femminile». Una storia di democrazia per riflettere sul difficile rapporto fra donne e politica, che scorre sul filo della memoria di una donna battezzata con il nome di Italia e della sorella Margherita. Lo spettacolo illustra in che modo il voto delle donne ha aperto il contrastato cammino delle successive conquiste femminili, con l’augurio che si realizzino quelle ancora da raggiungere.

Venerdì 11 marzo è la volta del pluripremiato spettacolo “Sorry, boys” di e con Marta Cuscunà, in scena a Pordenone all’Auditorium Concordia ore 20.45. Ispirato a un fatto di cronaca del 2008, in una scuola superiore di Gloucester 18 ragazze rimangono incinte contemporaneamente: alcune delle ragazze avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza per allevare i bambini in una specie di comune femminile, generando loro malgrado uno scandalo che imbarazza tutta la comunità di Gloucester. I protagonisti vengono interpretati da pupazzi ridotti a teste mozze: Cuscunà si muove leggera dietro la struttura metallica che regge le teste, manovrando il meccanismo che regola il movimento facciale e producendo dodici voci dialoganti, ciascuna con la propria identità vocale ed emotiva.

Si prosegue sempre all’Auditorium Concordia, ore 20.45, venerdì 18 marzo con Natasha Czertok, e lo spettacolo “Kashimashi”, una produzione Teatro Nucleo: nato nell’ambito di un percorso di ricerca sui temi del femminile e sulla rappresentazione di genere. Il titolo riprende ironicamente un utilizzo stereotipato e discriminante nella lingua giapponese. ‘Kashimashi’ vuol dire infatti “rumoroso, caotico”, regalo di una visione tradizionale che vorrebbe le donne come origine di confusione e disordine. Natasha Czertok si insinua con una buona dose di autoironia nelle dinamiche legate a quella che siamo soliti definire “normalità”.

Da un’idea di Bruna Braidotti, “La stanza delle anime”, di e con Arianna Addonizio, per l’accompagnamento musicale originale dal vivo di Nicola Milan, venerdì 25 marzo ore 20.45 all’Auditorium Concordia. “La stanza delle anime” riporta al tempo contemporaneo due personalità vissute nel medioevo che hanno dedicato all’aldilà, le loro opere più importanti, il Sommo Poeta italiano e Hildegard von Bingen, monaca scrittrice e mistica tedesca. Ildegarda von Bingen cento anni prima di Dante descrisse in modo analogo le sue visioni dell’aldilà, tanto da ipotizzare che Dante vi si sia ispirato. Immaginata nei panni di una conduttrice radiofonica, Hildegard von Bingen decide di rendere omaggio al Sommo Poeta, il quale rivive in un contemporaneo rapper che riporta in vita la storia delle anime femminili della Divina Commedia, nei suoi album “Inferno”, “Purgatorio” e “Paradiso”. È qui che Francesca Da Rimini, Pia De Tolomei, Sapia Salani, Piccarda Donati, Cunizza da Romano, Beatrice Portinari diventano donne di oggi, che subiscono gli stessi percorsi di vita.

Sabato 2 aprile, torna in scena dopo il successo dell’edizione 2021, “Emancip(h)ate” della compagnia romana Teatro al femminile, con Sabrina Biagioli, Giulia Capuzzimato, Jessica Di Bernardi, Sara Morassut, Virginia Risso, Lorenza Sacchetto. All’Auditorium Aldo Moro a Cordenons, alle 20.45, in scena «un grido di protesta verso tutte le ingiustizie che il genere femminile ancora subisce, ma di cui poco si parla», scrive la compagnia. Violenza fisica e femminicidi rappresentano soltanto la punta di un iceberg di prevaricazioni, soprusi e discriminazioni. Lo spettacolo va in scena anche in una replica mattutina appositamente pensata per portare gli studenti delle scuole a teatro e permettere loro di entrare a contatto con il forte messaggio divulgativo dello spettacolo, che analizza tre dei tanti tasselli del sistema arcaico in cui viviamo: il gender gap, la legge 194 e il processo per stupro.

INFO CONTATTI E BIGLIETTERIA

T. 0434 40115; +39 340 0718557

info@compagniadiartiemestieri.it;

www.scenadelledonne.it/biglietteria

8 marzo-2 aprile 2022

Pordenone, Vigonovo di Fontanafredda, Cordenons

PROGRAMMA

sabato 2 aprile

ore 20.45 | Auditorium Aldo Moro, Cordenons

EMANCIP(H)ATE

scritto e diretto da Virginia Risso

aiuto regia Matteo Maria Dragoni

con Sabrina Biagioli, Giulia Capuzzimato, Jessica Di Bernardi, Sara Morassut, Virginia Risso, Lorenza Sacchetto

coreografie di Giulia Capuzzimato

una produzione Teatro al Femminile

Il termine “odio” (hate) inserito nel titolo è un grido di protesta verso tutte le ingiustizie che il genere femminile ancora subisce, ma di cui poco si parla. La nostra società pone il focus sulla violenza fisica, i femminicidi, che rappresentano soltanto la punta di un iceberg di prevaricazioni, soprusi e discriminazioni. C’è una struttura burocratica, sanitaria, istituzionale antica e danneggiata, che minaccia il progresso ed impedisce il raggiungimento di un mondo egualitario, dove non esistono più donne e uomini, ma persone con pari diritti ed opportunità.

Crediamo fortemente nel messaggio informativo ed educativo di questo spettacolo, che analizza tre dei tanti tasselli del sistema arcaico in cui viviamo. L’ambientazione dell’intera messa in scena è il tendone di un circo, in cui sei clown interpretano diversi ruoli a seconda dell’argomento che si va a rappresentare. La scelta del tema circense vuole evidenziare come dinamiche e fatti reali risultino coerenti all’interno di un contesto esasperato ed assurdo.

Gli argomenti affrontati si dividono in tre capitoli. 1) GENDER GAP: i clown ricreano un talent show, D-FACTOR, dedicato agli imprenditori per convincerli ad adottare una manodopera femminile, in quanto più economica e di bella presenza. Il conduttore, affiancato dalla sua valletta, presenterà ai quattro giudici – parodie di personaggi italiani noti per affermazioni e convinzioni maschiliste – alcune concorrenti, al fine di individuare tra loro chi possiede il fattore D. La “trasmissione” è intervallata da spot pubblicitari che evidenziano lo

stato degradante e l’oggettivizzazione della figura femminile racchiusa nello schermo, e da dati statistici che spiegano le evidenti differenze in ambito lavorativo tra donne e uomini. 2) LEGGE 194: questo capitolo è stato scritto prima dello scorso 7 agosto, giorno in cui il ministro Speranza ha cambiato – dopo dieci anni – le linee guida della legge 194. La scelta di mantenerlo, seppur adattato alle circostanze, e stata spinta dalla convinzione che sia essenziale far capire che la questione non si riduce ad “aborto sì, aborto no”; c’è un sistema sanitario che riserva un trattamento tutt’altro che di favore alle donne che decidono di sottoporsi ad un’interruzione di gravidanza. Qui i clown ripercorrono le assurde procedure che, fino a pochi mesi fa, andavano seguite per ricorrere all’aborto farmacologico, il quale – a differenza di quello chirurgico fatto in day hospital – prevedeva un ricovero di tre giorni in condizioni mortificanti. 3) PROCESSI PER STUPRO: viene ricreato un tribunale, dove si svolgono due processi per stupro che hanno occupato la cronaca del nostro Paese. Il primo risale agli anni ‘70, il secondo si e concluso il 9 giugno 2020. La differenza delle sentenze e inesistente, sia a livello giuridico, sia a livello morale. La vittima diventa l’imputata, le pene per gli stupratori sono ridicole e l’umiliazione per le donne non e quantificabile. Siamo convinti che il linguaggio provocatorio e tagliente dell’intera messa in scena, coinvolgerà e – paradossalmente – divertirà il pubblico, lasciandogli però alla fine un amaro in bocca difficile da levare via.

INFO CONTATTI E BIGLIETTERIA

T. 0434 40115; +39 340 0718557

info@compagniadiartiemestieri.it;

www.scenadelledonne.it/biglietteria

Condividi: