In questo periodo di pandemia riesco solo a leggere poesia, tanto tanto rileggo classici e romanzi grafici – perché graphic-novel?

Esiste un nome italiano! -, evito la narrativa contemporanea come la peste (salvo eccezioni), soprattutto best-seller e fenomeni da baraccone. Poesia è una rivista straordinaria, la sola che quando arriva mi cattura, mi ipnotizza, fino all’ultima pagina.

Confesso che l’amavo di più come mensile da edicola, ricordo che la compravo insieme ai fumetti e al quotidiano dal mio edicolante di fiducia, mi sembrava che la poesia fosse davvero un genere popolare, confusa tra Il Tirreno e Topolino, proprio accanto a Spider Man e a Sorrisi e Canzoni. Adesso la trovate in libreria, editore Feltrinelli, pure se il marchio Crocetti Editore resiste, ci mancherebbe altro, come garanzia di qualità.

Il numero 4 della nuova serie di Poesia (rivista libro) comprende alcune chicche imperdibili, si va dall’Odissea di Nikos Kazantzakis a Federico García Lorca, passando per Thomas Bernhard e Aldo Palazzeschi, senza dimenticare il cinese Hai Zi e il giovane Gabriele Galloni. Kazantzakis è una scoperta di Crocetti, traduttore di talento dal greco, che porta in Italia un libro di non facile vendita ma culturalmente eccellente. Kazantzakis comincia dal punto in cui Omero si è fermato e compone un poema straordinario di 33.3333 versi (ultima stesura) in esametri omerici, che lo impegna con rigore e disciplina per ben tredici anni (1925 – 1938).

Un’impresa indicibile, con Ulisse che riparte per un nuovo viaggio, rapisce Elena e porta con sé la bellezza, per recarsi a Creta, terra di nuove emozioni da dove si sviluppa il poema. Un’opera scritta nella lingua di Creta e nei dialetti dell’Arcadia, complessa da tradurre, ma resa benissimo, tanto da farne un poema avventuroso, epico, straordinario. Ulisse fa vela verso l’Egitto dei faraoni, si spinge nell’Africa Nera, fa incontri straordinari, infine muore insieme a tutti i suoi compagni di viaggio, salpando verso il Ritorno, liberato dalla servitù a speranza e paura.

La poesia di Federico García Lorca nel fondamentale Poeta en Nueva York tradotto da Gabriele Morelli è un altro momento importante della rivista, tra liriche nere (Il re di Harlem) e afrocubane (Son di neri a Cuba), passando per New York, lavori riscoperti a ottant’anni dalla loro composizione. Un’ultima considerazione la merita Hai Zi, poeta morto giovanissimo, quasi leggendario in Cina, tradotto dall’ottimo Francesco De Luca (esperto di cultura cinese e autore del romanzo Karma Hostel) che rende la sinfonia delle stagioni e lo scorrere del tempo in simbiosi con la natura in un italiano magico e suadente.

In Italia trovate Un uomo felice di Hai Zi edito da Del Vecchio Editore. Poesia ci fa scoprire anche nuovi autori italiani come Gabriele Galloni, morto a soli 25 anni, che intendeva la poesia come testimonianza del nulla, scevra da tentativi civili e politici. Ricordo di aver letto L’estate del mondo edito da Marco Saya, un buon esempio di ricerca poetica, musicale e intenso. Federico Italiano è l’ultimo poeta pubblicato, per me una novità assoluta, piacevole tutto sommato, al punto che mi lascio coinvolgere dal suo intenso e musicale modo di descrivere natura e sentimenti.

Se avete tempo libero durante queste vacanze di Natale, provate Poesia, non è tempo perduto (in senso non proustiano), ma ritrovato. Non ve ne pentirete.


Gordiano Lupi scrittore, editore e traduttore. Vive a Piombino, dove è nato. Oltre che con Il Salotto di Ceci Simo collabora con Futuro Europa, Inkroci, La Folla del XXI Secolo, Valdicornia News, La Rivista degli Italiani in Francia e altre riviste. Dirige Il Foglio Letterario Edizioni. Traduce gli scrittori cubani.

Pagine web: La Cineteca di CainoSer Cultos para ser libreswww.infol.it/lupi.

Indirizzo e-mail: lupi@infol.it


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