Maria Collina, Il maestro di Quintodecimo, Fazi Editore, euro 16,00. A volte sono le piccole cose, come una sensazione, un taglio di luce o un odore, a far riecheggiare i ricordi dell’infanzia, di quell’età spensierata in cui tutto appare magico.

Maria Collina

Il maestro di Quintodecimo

fazi 9966

Fazi Editore

euro 16,00

238 pagine

codice isbn
9788893253796

Disponibile dal 24 maggio 2018

A volte sono le piccole cose, come una sensazione, un taglio di luce o un odore, a far riecheggiare i ricordi dell’infanzia, di quell’età spensierata in cui tutto appare magico. E così accade alla protagonista, una donna ormai matura, nel ripensare alla casa dove è cresciuta, nel piccolo paese di Quintodecimo. Dalla sua memoria di bambina riemergono i segreti e i profumi contenuti nel vecchio baule della madre e le note festose della televisione, quando la casa si animava di suoni e colori e l’intero vicinato si riuniva nell’accogliente cucina come per un grande evento. Tra le immagini e i personaggi di questo mondo arcaico e perduto spicca la figura misteriosa di Guerrino, il maestro del paese. Attraverso il diario intimo di quest’ultimo si ricompongono le vicende drammatiche di un uomo coraggioso che è riuscito a superare le difficili prove della vita e della storia. A soli sette anni, rimasto privo della vista e delle mani a causa dell’esplosione di una bomba, Guerrino sembra segnato da un destino inevitabile, ma l’intervento provvidenziale e quasi fiabesco della regina Elena di Savoia riconsegna al bambino, oltre alla vista, la vita stessa: da allora Guerrino si dedica con abnegazione e caparbietà allo studio e al disegno, trovando il proprio modo di vincere i limiti pratici e dare espressione alla sua forza interiore. Sempre sospinto da una volontà tenace, Guerrino si scontra con i dolori e le contraddizioni della seconda guerra mondiale, e poi, nel dopoguerra, diventa un insegnante appassionato e un pittore di successo, fino al riconoscimento come migliore maestro d’Italia.
Un racconto edificante, basato su una storia vera, che assomiglia per le atmosfere e il tocco lieve al libro 
Cuore. Con una scrittura tersa e delicata, Maria Collina ricostruisce la favola tragica e profondamente umana di Guerrino e svela quanto la riservatezza e i silenzi del maestro siano stati per lei un’esemplare grammatica dei sentimenti.

Ho trascorso molto tempo a scrutare le espressioni mute ma così eloquenti del maestro. Sentivo un fascino particolare verso questa persona che non rivolgeva mai la parola a nessuno, ma che aveva lo sguardo di chi può insegnare tante cose. Infatti, lui era un maestro. Di quelli che hanno il carisma non soltanto tra i banchi di scuola, ma che diventano anche maestri di vita. A Quintodecimo tutti lo rispettavano con una deferenza che assomigliava alla devozione.

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