segnalazioni dalla Stanza del Melomane

La Bohème è un’opera in quattro quadri di Giacomo Puccini sul libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
Tratta dal romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger.
All’epoca della nascita dell’opera anche il compositore e librettista Ruggero Leoncavallo stava lavorando a un’adattamento musicale del medesimo testo cosa, però, che non fermò Puccini intenzionato, quando lo seppe, a continuare nel suo lavoro, nonostante i suoi mezzi.
Nel 1896 l’opera debuttò al Teatro Regio di Torino, con la direzione di un giovane, aveva solo ventinove anni, Arturo Toscanini ed ebbe un buon successo di pubblico. Mentre l’opera del Leoncavallo, rappresentata per la prima volta l’anno seguente, venne presto dimenticata.
La critica, che in principio fu fredda nei confronti dell’opera di Puccini, dovette in seguito rivedere la sua posizione e allinearsi al consenso che aveva riscosso in tanti teatri.

Personaggi

MIMI: Soprano
MUSETTA: Soprano
RODOLFO: Tenore, poeta
MARCELLO: Baritono, pittore
SCHAUNARD: Baritono, musicista
COLLINE: Basso, filosofo
BENOIT: Basso, il padrone di casa
PARPIGNOL: Tenore, venditore ambulante
ALCINDORO: Basso, consigliere di stato
SERGENTE DEI DOGANIERI: Basso
DOGANIERE: Basso

Trama

L’esistenza spensierata e le esperienze di alcuni giovani artisti bohémien nella Parigi del 1830 costretti a scontrarsi con la dura realtà della vita e con dolorose pene d’amore, costituiscono l’ambientazione dei diversi episodi che compongono l’opera.

QUADRO PRIMO
Nella soffitta
Vigilia di Natale. Marcello (un pittore) e Rodolfo (un poeta) tentano di scaldarsi davanti a un caminetto. Marcello sta dipingendo, mentre Rodolfo usa le pagine di un suo poema per ravvivare il fuoco.
Si unisce a loro prima il filosofo Colline e poi il musicista Schaunard con un cesto di cibarie e la notizia di aver finalmente guadagnato qualche moneta. L’inaspettata visita di Benoît (il padrone di casa) smorza gli entusiasmi.
Con uno stratagemma il padrone di casa viene allontanato e il gruppo di amici si reca al caffè Momus.
Rodolfo rimane indietro, promettendo di raggiungerli non appena avesse finito di scrivere il suo articolo.
Mimì, la giovane vicina di casa, bussa alla porta di Rodolfo per chiedergli una cortesia: il suo lume si è spento e vorrebbe una candela per riaccenderlo. La ragazza però ha un mancamento: è il primo sintomo della tisi. Quando alfine si accinge a tornare a casa, si rende conto di aver perso la chiave della sua stanza. Sia Rodolfo che Mimì si inginocchiano per cercarla; nella concitazione del momento, entrambi i lumi si sono spenti.
Rodolfo, volendo trascorrere più tempo in compagnia di Mimì, nasconde in tasca la chiave appena ritrovata. I due conversano delle loro vite, mentre continuano a cercare la chiave al buio. Mimì racconta di vivere da sola e di essere una ricamatrice di fiori.
L’intimità dei due viene interrotta dalle grida degli amici di Rodolfo, che reclamano la sua presenza al caffè; Mimì gli propone di accompagnarla, quindi entrambi si recano al caffè Momus.

QUADRO SECONDO
Caffè Momus
Il gruppetto di amici si ricongiunge al caffè Momus, dove Rodolfo presenta agli altri la giovane Mimì.
Intanto giunge anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, insieme al ricco e non più giovane Alcindoro. Lei aveva lasciato Marcello per tentare nuove avventure. Musetta fa di tutto per attirare l’attenzione di Marcello, arrivando a togliersi una scarpa e scoprire la caviglia, con la scusa di un dolore improvviso al piede. Marcello non può resisterle e si ricongiunge quindi a lei. La coppia di amanti ritrovati insieme al gruppo di amici, se ne va, lasciando ad Alcindoro la scarpetta e il conto.

QUADRO TERZO
La Barriera d’Enfer
È giunto febbraio e la neve ricopre qualunque cosa. Le due coppie di giovani amanti scoprono ben presto che la convivenza è impossibile. I litigi tra Marcello e Musetta scatenati dalla gelosia sono ormai la norma, così come le incomprensioni tra Rodolfo e Mimì. Lei viene incolpata di eccessiva leggerezza e infedeltà.
Rodolfo ha intuito la malattia di lei, capisce anche che vivere in una soffitta potrebbe peggiorare le sue condizioni.
Il ricordo dei bei momenti passati insieme ha però la meglio, e i due rinviano l’inevitabile addio all’ormai prossima primavera. Musetta e Marcello invece si separano dopo l’ennesima lite.

QUADRO QUARTO
Nella soffitta
Marcello e Rodolfo, separati ormai da Musetta e Mimì, parlano dell’amore e delle pene che porta con sé. L’atmosfera diventa più giocosa quando sopraggiungono anche Colline e Schaunard. I giochi e le battute, però, servono solo a mascherare la profonda disillusione che i quattro provano realmente. Arriva di corsa Musetta che avverte di aver visto Mimì sulle scale, sofferente. Musetta invia Marcello a vendere i suoi orecchini per comprare delle medicine per Mimì. Lei stessa parte alla ricerca di un manicotto per scaldare le mani di Mimì. Colline decide di contribuire, vendendo il suo amato cappotto.
Nella soffitta del loro primo incontro, Rodolfo e Mimì ricordano con tenerezza i giorni del loro amore. Mimì si spegne così, dolcemente, circondata dai suoi amici. Mimì sembra assopita; il primo ad accorgersi della sua morte è Schaunard, che lo confida a Marcello.
Rodolfo, una volta accortosi di quanto accaduto abbraccia piangendo la sua amata ripetendo il suo nome straziato dal dolore.

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