Il ciclista colombiano, già vincitore del Giro d’Italia 2022, Nairo Quintana escluso dalla classifica finale del Tour de France 2022 per positività al tramadolo dopo due tappe della Grande Boucle.

NAIRO QUINTANA

positivo al tramadolo

escluso dalla classifica ufficiale del

TOUR DE FRANCE 2022

Peccato!

Peccato davvero che il Tour de France 2022, sicuramente il più bello e affascinante degli ultimi anni e uno tra i più entusiasmanti di sempre, sia stato macchiato da questa squalifica che resterà come una macchia indelebile su un bellissimo vestito di gala.

Nairo Quintana è risultato positivo al Tramadolo per ben due volte (dopo l’arrivo alla Super Planche des Belles Filles e sul Col de Granon, dove fra l’altro era persino giunto secondo sul traguardo).

Il Tramadolo è un antidolorifico e dunque tecnicamente non si tratta di vero e proprio doping, ma per ovvi motivi è stato bandito dalle gare internazionali e dunque il suo utilizzo, a meno che non venga approvato dall’apposita commissione, comporta la nullità dei risultati ottenuti durante la gara.

Nello specifico per Nairo Quintana vuol dire anche estromissione dalla Grande Boucle e perdita del sesto posto nella classifica generale del Tour de France 2022.

Essendo la prima infrazione per il colombiano non è scattata la squalifica e potrà dunque prendere il via alla Vuelta de Espagna ma sicuramente la sua presenza in corsa genererà non poco malcontento fra i corridori senza contare i possibili sospetti futuri, specialmente in presenza di risultati eclatanti del colombiano vincitore del Giro d’Italia nel 2014.

Paradossalmente questa notizia, che in un primo momento parrebbe essere negativa per il ciclismo, è al contrario un’ottima notizia per il movimento ciclistico internazionale e garantisce la regolarità dei risultati ottenuti, specialmente di quelli dei big e dei più forti.

Infatti il tramadolo è stato riscontrato grazie al sangue essiccato prelevato al termine di quelle due tappe incriminate e per questo motivo Quintana è risultato positivo solo dopo oltre un mese dallo svolgimento delle tappe.

Questo però conforta sul fatto che il ciclismo abbia veramente dichiarato guerra al doping, in ogni sua forma, e quei pochi furbetti che ancora ci provano devono pagare pegno.

Vista l’età, 32 anni, per il colombiano potrebbe essere stata questa l’inizio della sua fase calante, se non addirittura il preludio all’addio visto che nessuna squadra professionistica ama avere fra i propri corridori sospettati di doping, figuriamoci ciclisti estromessi dal Tour per positività!

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