→ Ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 oro alla statunitense Nelly Korda. Argento alla giapponese Mone Inami e bronzo per Lydia Ko. Giulia Molinaro 46ª, Lucrezia Colombotto Rosso 59ª. (TW: @FederGolf – FB: @FederGolf – IG: @federazioneitalianagolf)

Giochi di Tokyo: oro alla statunitense Nelly Korda. 46/a Giulia Molinaro, 59/a Lucrezia Colombotto Rosso

Dopo il successo di Schauffele nella gara maschile, gli USA trionfano anche in campo femminile.

Al Kasumigaseki Country Club argento per la giapponese Mone Inami, che si piazza davanti a Lydia Ko dopo la prima buca di playoff

Ai Giochi di Tokyo altro oro olimpico per gli Stati Uniti d’America nel golf. Dopo la vittoria di Xander Schauffele in campo maschile, Nelly Korda si conferma la regina mondiale tra le proette trionfando nella gara individuale femminile con un totale di 267 (67 62 69 69, -17) colpi. Al Kasumigaseki Country Club (East Course, par 71) di Saitama, la numero uno del world ranking si mette al collo la medaglia del metallo più prezioso resistendo alla rimonta di Mone Inami e della neozelandese Lydia Ko, costrette a giocarsi l’argento al playoff dopo aver chiuso con 268 (-16) colpi. Allo spareggio ha la meglio la giapponese, che grazie ad un par si aggiudica il secondo posto. Medaglia di bronzo per Lydia Ko che, dopo il secondo posto di Rio 2016, trova un altro podio storico.

Giulia Molinaro, la migliore tra le italiane, chiude 46/a con un totale di 286 (75 71 70 70, +2) colpi davanti a Lucrezia Colombotto Rosso, 59/a con uno score di 302 (75 74 75 78, +18).

Famiglia Korda, i Giochi nel DNA – Nelly Korda è stata la grande protagonista della gara femminile. Dopo aver chiuso in seconda posizione il primo giro dietro alla svedese Sagstrom, la statunitense si è ritrovata in testa al termine del secondo round grazie ad un giro da 62 (-9) colpi, anche se macchiato da un doppio bogey alla buca 18. La numero uno del ranking mondiale ha eguagliato così il giro più basso alle Olimpiadi (emulando quanto fatto nel 2016 dalla russa Maria Verchenova nell’atto conclusivo). Nel “moving day” e nel giro finale, interrotto per rischio fulmini nel momento clou mentre le concorrenti in lizza per una medaglia erano alla buca 16, l’americana ha mantenuto le distanze dalle avversarie controllando il suo vantaggio e resistendo alla rimonta in extremis di Mone Inami e di Lydia Ko. Cresciuta in una famiglia di sportivi e di campioni, Nelly Korda e sua sorella Jessica hanno emulato la mamma Regina Rajchrtova che, nel 1988 alle Olimpiadi di Seoul, ha rappresentato la Cecoslovacchia nel tennis. Se non fosse stato per la rinuncia di Sebastian, i Korda sarebbero stati tre nella rassegna a cinque cerchi. Il fratello, però, tennista come i genitori (il papà vinse nel 1998 l’Australian Open), ha preferito saltare l’appuntamento di Tokyo per preparare al meglio lo US Open. Jessica, invece, ha chiuso la gara individuale femminile di golf al 15/o posto con un punteggio di 275 (-9), ma ha fatto registrare il miglior score nell’ultimo giro con 64 (-7) colpi insieme alla malese Kelly Tan.

Un 2021 da incorniciare per Nelly Korda, unica giocatrice a vincere tre tornei sull’LPGA Tour tra cui il KPMG Women’s PGA Championship, Major in cui Giulia Molinaro è arrivata terza. Al termine della gara, la campionessa olimpica ha dichiarato: “Ho lottato tantissimo per non perdere la vetta della classifica, ma non è stato facile. Credo che quel doppio bogey al termine del secondo giro mi abbia acceso un fuoco dentro. Ancora non ci credo: è pazzesco”.

Molinaro in crescendo, Colombotto Rosso fatica – Gara difficile per Giulia Molinaro e Lucrezia Colombotto Rosso. La prima, 31enne di Camposampiero (Padova), chiude la sua Olimpiade 46/a con un totale di 286 (75 71 70 70, +2) colpi. La torinese, invece, non va oltre la 59/a piazza con uno score di 302 (75 74 75 78, +18). Inizio in salita per entrambe, che dopo il primo round si sono trovate appaiate al 54/o posto proprio come Guido Migliozzi e Renato Paratore, che nella gara maschile chiusero a braccetto (entrambi 41esimi) il primo round. La veneta – alla seconda Olimpiade della sua carriera, nel 2016 si classificò 53/a a Rio de Janeiro – ha cominciato a macinare gioco dal secondo giro, migliorando il suo score e piazzandosi 49/a con 71 (Par) colpi, mentre Colombotto Rosso è scesa di una posizione. Nel “moving day”, altro passo in avanti per Giulia Molinaro che scala fino al 46/o posto grazie ad un -1 di giornata. Con lo stesso punteggio chiude anche l’ultimo giro confermando lo stesso piazzamento del giorno precedente. Mentre l’altra azzurra, al debutto nella rassegna a cinque cerchi, ha fatto registrare un ultimo giro da 78 (+7) scivolando definitivamente in 59/a piazza.

Mone Inami, un sogno d’argento – Secondo posto per la giapponese Mone Inami. La 21enne di Toshima, che ha festeggiato il compleanno lo scorso 29 luglio, è riuscita a conquistare il podio che il suo connazionale Hideki Matsuyama ha visto sfumare al playoff per il bronzo nella gara maschile. La medaglia d’argento arriva proprio allo spareggio dopo che Inami ha anche sfiorato l’idea di poter competere per l’oro, ma un bogey alla 18 dopo un secondo colpo finito nel bunker, non le ha permesso di sfidare Nelly Korda per il metallo più prezioso. Contro Lydia Ko, però, è bastata la prima buca di playoff per aggiudicarsi la seconda piazza dato che la neozelandese non è riuscita a chiudere con il Par, al contrario dell’atleta del Sol Levante. Una curiosità su questa atleta: il nome Mone le è stato dato dal padre, grande appassionato di pittura in particolare degli impressionisti francesi, e l’ha chiamata così in onore di Claude Monet.

Bronzo storico per Lydia Ko – Dopo l’argento a Rio 2016, Lydia Ko conquista il bronzo e diventa la prima nel golf alle Olimpiadi a bissare una medaglia. La neozelandese, nata però in Corea del Sud nel 1997, era tra le favorite alla vigilia e ha rispettato i pronostici trovando un altro podio a distanza di cinque anni. Un terzo posto storico, ma anche importante a livello emotivo per Lydia Ko, che ha voluto dedicare la conquista della sua medaglia alla nonna scomparsa la scorsa settimana.

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