Giovedì 18 aprile 2019 alle ore 18.30 presso il Circolo dei Lettori (via Bogino 9) di Torino Gabriele Moroni racconta Fausto Coppi: “Non ho tradito nessuno”, autobiografia del Campionissimo attraverso i suoi scritti. Dialoga con il curatore Giorgio Viberti.

Gabriele Moroni racconta Fausto Coppi al Circolo dei Lettori
giovedì 18 aprile
ore 18.30
Circolo dei Lettori
Via Bogino 9, Torino
GABRIELE MORONI
presenta
Non ho tradito nessuno. Autobiografia del Campionissimo attraverso i suoi scritti, di Fausto Coppi
Dialoga con il curatore
Giorgio Viberti
In collaborazione con La Stampa
nell’ambito di Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi

IL LIBRO

Fausto Coppi, inarrivabile campione di ciclismo, è il personaggio più amato dello sport italiano di sempre. Gabriele Moroni ha raccolto gli scritti autobiografici pubblicati negli anni dal Campionissimo su giornali, riviste, antologie e li ha allineati seguendo la cronologia della sua vita. Una vita racchiusa in un breve arco temporale, intensa, gloriosa e insieme tormentata. Una vita di vittorie esaltanti, vissute sempre con riservatezza, pudore, modestia, ma anche di sconfitte che paiono disfatte, sprofondi, annichilimenti totali, dalle quali, però, Coppi trova ogni volta la forza di riemergere. Una vita fatta anche di grandi rivalità, a cominciare da quella con l’amico-nemico Gino Bartali, sua antitesi sportiva e umana; di affetti familiari perduti – Serse, il fratello più piccolo, il compagno di allenamento e di stanza, il gregario più fedele, gli viene strappato troppo presto –; di sogni mai realizzati e dell’amore incondizionato per la bicicletta, strumento di riscatto sociale per un figlio di contadini, veicolo di fama e agiatezza, fortuna e insieme condanna: la fortuna di averla incontrata, la condanna senza appello di non poterla lasciare. Fino alla morte.

ISBN: 978-88-545-1838-4
Collana: Piccola Biblioteca
Pagine: 352
Prezzo: €13,50

L’AUTORE

Fausto Coppi nacque a Castellania (Alessandria) il 15 settembre 1919, in una famiglia di umili origini. Vincitore di cinque edizioni del Giro d’Italia, due Tour de France, un campionato del mondo su strada e due titoli mondiali nell’inseguimento su pista, è tuttora, nell’immaginario collettivo degli italiani, il Campionissimo, un’icona della storia sportiva del nostro paese. Morì nel 1960, a soli quarant’anni, dopo aver contratto la malaria in Africa.

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