Il filo spezzato (Arte&Mani – Deaf Italy Onlus) regia di Dario Paquarella con Dario Pasquarella e Davide Baia, Mattataio – La Pelanda, Roma, 7-8-9 gennaio 2019, Roma Fringe Festival 2019.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa per averci segnalato questo evento

Il filo spezzato

Arte&Mani – Deaf Italy Onlus
proveniente da
Roma
drammaturgia e regia
Dario Pasquarella
con
Dario Pasquarella e Davide Baia

fringe 9998-1
In un appartamento qualsiasi, nascosto in una selva di palazzi malconci e anonimi, come tanti ve ne sono a Roma, due ragazzi, che amano il teatro e che di teatro vorrebbero vivere, tentano almeno di sopravvivere: ci sono le bollette da pagare, la spesa da fare, c’è il nuovo spettacolo da scrivere. La storia comincia da qui. Quando Dario, regista sordo, torna a casa, trova Davide, interprete di Lingua dei Segni italiana e attore, veramente preoccupato: il mese volge al termine, i soldi sono finiti e se non metteranno in scena un bello spettacolo in fretta non potranno nemmeno fare la spesa. Da dove s’inizia quando si vuole creare un bello spettacolo? Da un oggetto, propone Dario, tirando fuori da una delle mille scatole che ci sono in casa un pupo siciliano. No, s’inizia da una storia, incalza Davide, una storia importante e antica. Ma proprio mentre i due discutono si spegne la luce… eppure la bolletta era già stata pagata! Per fortuna Dario trova subito delle candele, lo scambio di battute successivo evoca una scena bohémienne. Pian piano, litigando e punzecchiandosi a vicenda, cercando spunti tra gli oggetti e gli abiti che li circondano, i due riescono a mettere insieme un piccolo spettacolo, proprio lì, di fronte al tavolo apparecchiato per la colazione, illuminati dalle luci soffuse delle candele e disturbati, di tanto in tanto, da vicini gentili e da pensieri molesti. La vita fuori e dentro il loro appartamento continua a scorrere mentre il nuovo spettacolo prende forma. Attanagliati come sono dalle preoccupazioni e dalle responsabilità di ogni giorno, nella penombra della stanza non si riesce più a distinguere gli uomini dai burattini di legno: entrambi infatti sono legati a fili che li costringono a comportamenti obbligati, che non gli permettono di essere liberi. Se qualcuno tagliasse i fili cosa accadrebbe? I pupi si schianterebbero al suolo privi di vita, senza voce, incapaci di rialzarsi, e gli umani, al pari loro, morirebbero, privi di un ruolo, di uno scopo, oppure, dopo un primo momento di smarrimento, entrambi, burattini e umani, tornerebbero ad alzarsi e a vivere, stavolta liberi? Bisognerebbe provare per saperlo. In fondo, così si dice, la vita vera ed eterna appartiene solo ai fiori recisi che continuano a vivere pur senza radici, pur non essendo più legati a nulla. Forse allora vale la pena tentare, vivere poco, ma vivere liberi?

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