In libreria dall’11 aprile 2019 “Per amore proprio. Perché l’Italia deve smettere di odiare l’Europa (e di vergognarsi di se stessa” di Federico Fubini.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa della Longanesi per averci segnalato questo libro.

FEDERICO FUBINI
Per amor proprio

Perché l’Italia deve smettere di odiare l’Europa (e di vergognarsi di sé stessa)

Longanesi & C.

In libreria dall’11 aprile 2019
Pagine: 120
Prezzo: 15,90

Federico Fubini si è imposto negli ultimi come voce libera nel dibattito economico, politico e sociale. Per amor proprio è un saggio sulla crisi d’identità di noi italiani e il bisogno di ritrovare il senso del nostro posto in Europa.
La politica in Italia è piena di odio e colpi bassi, ma tutti riconoscono il paese come la loro identità comune. Dobbiamo accettare che lo stesso valga per l’Europa, perché è la nostra realtà del ventunesimo secolo. Ma per questo il racconto sull’Europa stessa va tolto agli europeisti di facciata secondo i quali noi italiani abbiamo sempre torto e gli altri sempre ragione. Rendere tabù qualunque dubbio sulle scelte di Bruxelles non ha fatto che regalare il monopolio della critica a chi l’Europa vuole distruggerla. E rendere tabù l’amor proprio nazionale ne ha lasciato l’esclusiva a chi lo usa come una clava. Questa Europa è uno spazio aperto, di competizione accanita. Siamo nel cuore di una globalizzazione che non fa solo dei vincenti. Chi si trova dalla parte dei perdenti chiede un po’ di empatia e, per questo, un’Europa diversa. Perché per l’Italia la scelta non è fra Bruxelles e la via sovranista, ma fra l’integrazione con gli europei e la sottomissione all’impero degli altri: russi, cinesi, americani o i colossi del Big Tech.
A maggior ragione occorre togliere l’Europa agli europeisti di professione per restituirla ai nostri figli, e a noi stessi. Senza arroganza, né complessi di inferiorità.

FEDERICO FUBINI (Firenze, 1966) è inviato e editorialista di economia del Corriere della Sera, di cui è vicedirettore ad personam. È passato da Firenze a Bruxelles, dove ha vissuto per quasi dieci anni a partire dal 1994. Ha studiato greco antico all’università dedicandosi poi all’economia e alla finanza. Ha vinto il “Premio Estense” con Noi siamo la rivoluzione (2012), il “Premio Capalbio” e il “Premio Pisa” con La maestra e la camorrista (2018).

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