di Amelia Settele

Tra la seconda metà e la fine del 1800 in America, divenne di gran moda organizzare Picnic al… Cimitero! Era una vera e propria forma di svago: recarsi al Camposanto per pranzare al sacco, leggere -semmai appoggiati a qualche lapide – divertirsi col resto della famiglia e (perché no!) anche riposarsi un po’.

Spesso gli avventori si rilassavano accanto alle tombe dei propri cari estinti, in una sorta di condivisione del cibo e del relax. Non era indecoroso neppure portare i bambini che erano liberi di correre e giocare tra le lapidi e i mausolei.

Si sorseggiava il tè, si gustava birra, assaporando deliziosi sandwich, chiacchierando con i propri cari – vivi e morti.

Ma come è nata questa bizzarra usanza tipicamente Americana?

C’è subito da sottolineare che in quel periodo storico, nella maggior parte delle grandi metropoli americane, inizialmente i cimiteri venivano costruiti nel centro cittadino e che le aeree pubbliche come i classici giardini, non erano ancora state ideati e realizzati. Ma con l’impennata demografica e il successivo aumento dei cittadini, si dedicarono alle tumulazioni, aeree fuori il centro abitato. Tra prati curati, alberi e verde si ergevano mausolei, eleganti monumenti funebri e sepolcri arricchiti di statue e pregiate composizioni. Un’aerea bucolica per trascorrervi del tempo in tranquillità. Un altro elemento fondamentale per comprendere l’eccentrica abitudine era l’altissimo tasso di mortalità, dell’epoca. Basta ricordare che l’incidenza della morte neonatale era impressionante: dati Istat dichiarano che su un migliaio di neonati ne morivano fino a 350. Un’informazione sconcertante che ci porta a comprendere anche con quale facilità gli americani di quel periodo, avessero già verso i 25-30 anni, un numero notevole di parenti stretti, morti e sepolti. Le frequenti epidemie, le morti sul lavoro e i pochi traguardi della medicina, agevolavano l’incidere della morte sulla popolazione.

Perchè quest’abitudine non prese piede anche in Europa?

L’America era un paese più giovane rispetto all’Europa, dove la sacralità e l’antichità di molti cimiteri impediva qualsiasi abitudine diversa da quella improntata nel corso dei secoli, ovvero: le necropoli erano (e sono) adibite solo e soltanto per rendere omaggio ai propri defunti nel silenzio e nel rispetto dell’austerità del posto. Nel Nuovo Mondo invece, le città erano nuove, in continua evoluzione e così anche la progettazione dei Sepolcreti era più funzionale e ideata per rendere il luogo spazioso e in costante armonia con il resto della natura circostante.

Purtroppo il sempre maggior numero di partecipanti ai “Picnic nel cimitero”, divennero difficili da gestire. All’imbrunire, quando i visitatori rientravano nelle proprie case, lasciavano dietro di loro una scia di sporcizia e rifiuti. I Cimiteri diventavano delle vere e proprie discariche a cielo aperto. Per di più col passare del tempo la situazione si fece sempre più incivile e spesso si arrivò a coinvolgere le forze dell’ordine per riportare la calma e (soprattutto) il rispetto.

Quando e perche’ i “Picnic al Cimitero” scomparvero?

Si ha nota dei “Picnic al Cimitero” sino agli anni 30 del 1900. La tradizione andò sparendo per svariati motivi, i principali furono:

  • il sopraggiungere degli importanti progressi in campo medico con l’arrivo di medicinali come la Penicillina e dei primi vaccini che abbatterono drasticamente il tasso di mortalità,
  • ci furono sempre maggiori regolamentazioni per poter usufruire del Cimitero come luogo di svago e passeggio,
  • proprio agli inizi del ‘900, vennero progettati e aperti i giardini pubblici, compromettendo in modo irreversibile la moda americana dei “Picnic al Cimitero”.

Negli ultimi anni (pandemia, a parte) in alcune zone americane, si sono organizzati dei gruppi di persone che hanno preso l’abitudine di ricreare delle vere e proprie rivisitazione di quei tipici “Picnic al Cimitero in stile Vittoriano”.

Questo particolarissimo evento storico mi ha fatto ricordare il culto dei morti in popoli con culture e origini lontane anni luce, gli uni dagli altri. Capaci però, di trovare sempre una via di comunicazione e di unione tra il mondo dei vivi e quello dei defunti.


Fonti:

  • Linkiesta: “C’è stato un tempo in cui gli americani facevano picnic nei cimiteri”
  • Darkgothiclolitaforum: “Quando si facevano i picnic vittoriani nei cimiteri”
  • Vanilla Magazine: “I Picnic al cimitero: gran moda statunitense in epoca vittoriana”

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Amelia Settele

Ciao, mi chiamo Amelia Settele! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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