Domenica 19 gennaio 2020 alle ore 17.00 presso il Teatro Astra di Vicenza va in scena “Pollicino”, un racconto immersivo per fare amicizia con la paura del distacco, scritto e diretto da Manuela Capece e Davide Doro, in scena Simona Gambaro e Paolo Piano.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa per averci segnalato questo evento

Domenica 19 gennaio per “Famiglie a Teatro 19/20” l’acclamata rilettura del Teatro del Piccione di un grande classico della tradizione.

ALL’ASTRA “POLLICINO”: UN RACCONTO IMMERSIVO PER FARE AMICIZIA CON LA PAURA DEL DISTACCO

Uno spettacolo sul viaggio della crescita, che invita i piccoli spettatori a diventare tanti Pollicini sperimentano la paura, la gioia e tutto quello che c’è nel mezzo, per uscire infine fortificati perché, proprio come l’eroe narrato, hanno raggiunto un sorprendente, meraviglioso lieto fine.

Si apre con una celeberrima fiaba della tradizione, nell’acclamata rilettura del Teatro del Piccione, il 2020 del Teatro Astra dedicato all’infanzia. L’appuntamento è per domani, domenica 19 gennaio (ore 17) con “POLLICINO”: un racconto immersivo che è un invito a diventare grandi senza paura. Lo spettacolo è inserito nel cartellone di “Famiglie a Teatro 2019/20”, il progetto dedicato alle nuove generazioni curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatraleper il Comune di Vicenza con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Veneto.

Scritto e diretto da Manuela Capece e Davide Doro, lo spettacolo vede in scena Simona Gambaro e Paolo Piano, che accompagneranno gli spettatori a seguire le tracce e i sassi bianchi lasciati sulla strada da Pollicino, in un percorso per diventare ciò che siamo, esplorando le emozioni che accompagnano la crescita: la paura, la fatica, il coraggio, la curiosità.

“La fame di una casa troppo stretta – racconta la compagnia -, il buio del bosco, l’odore dell’orco, l’intuito della fuga. La felicità del ritorno a casa e un tesoro conquistato. Pollicino è un invito a dare voce alle emozioni del distacco, per diventare forti e trovare la strada nei momenti in cui tutto sembra troppo difficile. Pollicino è il più piccolo di tutti: è l’ultimo dei fratelli, eppure è lui che risolve le difficoltà e, invece di sconfortarsi, cerca e trova soluzioni. È piccolo solo all’apparenza: solo perché tutti gli dicono così. Ed è piccolo in mezzo ai grandi, orchi o genitori che siano, perché è con il loro mondo – il mondo degli adulti – che deve confrontarsi. È piccolo, ma crescerà: e se anche lui ce l’ha fatta, lui su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo, vuol dire che tutti possiamo farcela!”

Dedicato alle bambine e ai bambini a partire dai 6 anni, “POLLICINO” è stato definito dalla critica “uno spettacolo raffinatissimo, con due interpreti davvero d’eccezione (R. Rebeschini su “Utopia”), “nel quale tutte le armi che il teatro possiede vengono espresse in modo immaginifico e potente per narrare una storia esemplare” (Mario Bianchi su “Eolo”) e in cui “il pubblico non si ritrova a essere solo spettatore, testimone di una storia che si svolge sotto i propri occhi, ma è chiamato a una riflessione profonda (F. Brusa e N. Califano su “Planetarium”). Sulla scena, pennellate caravaggesche di buio e luce definiscono lo spazio e dipingono i personaggi: contrasti netti di chiaroscuri e una crudezza fedele all’onestà del racconto e al suo mistero.

“Certo è poco rassicurante mettere in scena un abbandono – spiega la compagnia -. Da parte di due genitori, oltretutto. Ma con questo cosa vuole raccontarci la fiaba? Vuole raccontarci della separazione e dell’emancipazione. L’abbandono è l’immagine archetipica del distacco, quello che permette l’emancipazione emotiva, ovvero un allargamento del sé, un rafforzamento del principio di identità. La casa è stretta, è povera, i genitori non hanno più nulla da dar da mangiare ai propri figli: metaforicamente, i figli hanno ormai bisogno di altro, hanno bisogno del mondo. Se non puoi dare, devi lasciar andare; se non hai, devi andare a cercare ciò che ti manca. Da questa mancanza ha inizio la fiaba, da una spinta al cambiamento, una ricerca”.

“La fiaba racconta, e noi la lasciamo parlare – conclude la compagnia -.  La fiaba dice con parole elementari, tagliate con l’accetta di un boscaiolo, riflesse nella lama di un coltello. E questo è ‘POLLICINO’: la fiaba nella sua verità. Uno spettacolo che nulla aggiunge e nulla toglie alla fiaba classica, perché crede nella sua intrinseca forza. E invita i suoi spettatori nel viaggio del teatro che, attraversando i luoghi della storia, si fa metafora concreta del viaggio di crescita: così i piccoli spettatori diventano tanti pollicini, sperimentano la paura, la gioia e tutto quello che c’è nel mezzo, per uscire infine fortificati perché, proprio come l’eroe narrato, hanno raggiunto un sorprendente meraviglioso lieto fine. Nello spazio protetto del teatro e del racconto si può fare esperienza di emozioni potenti e scoprirsi forti di ciò: è questa prova il tesoro conquistato che ci dice come nella vita ci si possa trovare di fronte a paure grandi e angosciose e riuscire ad affrontarle, pur sentendosi piccoli e ultimi come Pollicino. Perché, citando G. K. Chesterton, le fiabe non insegnano ai bambini che gli orchi esistono, quello lo sanno già, le fiabe insegnano ai bambini che gli orchi si possono sconfiggere”. 

Biglietti: (intero € 6,50, ridotto adulti € 5,50, bambini € 5). Porta un nonno a teatro: un nonno e due nipoti entrano a Teatro con € 10.

A disposizione del pubblico il parcheggio gratuito del Circolo Tennis Palladio 98. Il parcheggio ha capienza limitata: si consiglia di arrivare in anticipo. Per altri parcheggi limitrofi, consultare il sito http://www.aimmobilita.it/it/mobilita/auto.

Anche quest’anno, prima e dopo lo spettacolo sarà attivo l’angolo Equobar con i suoi prodotti di caffetteria, pasticceria e snack equosolidali, biologici e a km zero.

Info, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55 (Vicenza), telefono 0444 323725, info@teatroastra.it, www.teatroastra.it

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