Dalla nostra vicecaporedattrice Amelia Settele

La Regina Elisabetta II d’Inghilterra è deceduta. La Union Flag è a mezz’asta e piegata su stessa quasi a imitare un inchino, dal tetto di Buckingham Palace annuncia ufficialmente al popolo Inglese e al resto del mondo la fine del lungo Regno di Elisabetta II Mountbatten-Windsor.

  • SOMMARIO
    • È finita un’era
    • Ma cos’è il London Bridge?
    • La storia di Elisabetta, nata per non regnare

È finita un’era

È così finita un’era che l’ha vista protagonista per ben 70 anni di vita istituzionale, pubblica e privata. Sin da quando venne incoronata il 2 Giugno 1953 (in carica dal 6 Febbraio 1952) sul Trono dell’Impero Britannico ha governato con impegno, dedizione e rigore, pari a poche altre figure storiche e istituzionali.

Elisabetta II lascia un’eredità enorme, non solo a livello monarchico ma anche umano. È stata una donna che ha affrontato i grandi cambiamenti del tempo e dell’umanità con stile e spiccata capacità d’adattamento, consapevole del suo ruolo e della sua unicità di Donna e di Regina.

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Si è spenta nell’amato Castello di Balmoral, in Scozia. Al suo capezzale è accorsa tutta la famiglia Reale, in primis il nuovo Re d’Inghilterra Carlo III e addirittura Harry – ma senza Meghan – mentre il mondo iniziava a fare i conti con le notizie sempre più insistenti dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, che si susseguivano già da un paio di giorni. Complice la sua ultima apparizione pubblica risalente al 6 Settembre – che l’aveva vista impegnata nel conferire ufficialmente l’incarico alla nuova Premier Liz Truss – era parso subito importante il suo calo ponderale e le ecchimosi sulla mano, segno concreto di una difficoltà circolatoria considerevole.

Dopo la morte dell’amato marito Filippo – Principe consorte e Duca di Edimburgo – avvenuta poco più di un anno fa (9 Aprile 2021), le condizioni di salute della Sovrana avevano iniziato a dare chiari segni di cedimento: l’ausilio del bastone per deambulare, mai troppo tollerato e accettato dalla Regina, la curvatura della postura e la decisione di centellinare le uscite pubbliche e gli impegni istituzionali avevano disposto una nuova impronta alla vita di Elisabetta II per la quale, come mai prima d’ora, si evidenziava la necessità di riposo e cure.

L’input che ha attirato definitivamente l’attenzione mondiale sulla Regina Elisabetta è stato sicuramente il comunicato stampa ufficiale di Buckingam Palace pubblicato oggi, nel quale si dichiarava quanto segue:

“Following further evaluation this morning. The Queen’s doctors are concerned for Her Majesty’s health and have recommended she remain under medical supervision. The Queen remains comfortable and at Balmoral.” (A seguito di un’ulteriore valutazione di questa mattina. I medici della Regina sono preoccupati per la salute di Sua Maestà e le hanno raccomandato di rimanere sotto controllo medico. La Regina rimane a Balmoral.)

Nel primo pomeriggio con lo stravolgimento del palinsesto della BBC -dai cui schermi i giornalisti apparivano in abiti scuri e cravatta nera, come prevede il protocollo in caso di lutto – e la sospensione del cambio della Guardia Reale a Palazzo, era quasi certo che il triste epilogo sarebbe stato questo. Con i pochissimi dubbi rimasti, si è incrementato anche il vociferare sull’attivazione del protocollo “London Bridge”.

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Ma cos’è il London Bridge?

Il London Bridge è il nominativo assegnato al protocollo attivato alla morte della Regina Elisabetta II, da cui possiamo estrapolare i punti salienti:

  • il Black Out dei social media pubblici: il sito di Buckingham Palace sarà costituito solo con una pagina nera e un breve comunicato stampa in cui si confermerà la morte della Regina. Anche il sito del Governo sarà correlato da una banda nera e nessun altro messaggio se non di natura urgente, verrà pubblicato.
  • organizzata e predisposta anche l’operazione “Spring Tide” che consentirà attraverso determinate tempistiche, l’ascesa al Trono di Re Carlo III. Prima del funerale della madre, dovrà affrontare un tour del paese. Il suo primo discorso ufficiale verrà trasmesso alla Nazione alle 18, dopo aver incontrato telefonicamente la Premier in carica. Quest’ultima è stata avvisata del decesso della sovrana con una ermetica telefonata nella quale si sono pronunciate solo queste parole: “London Bridge is down”.
  • il feretro della Regina sarà portato in processione da Buckingham Palace al Palazzo di Westminster dove sarà esposto al pubblico per 23 ore al giorno, per tre giorni.
  • il giorno della morte, negli ambienti di palazzo, è denominato D-Day e i giorni successivi: D1, D2, D3 fino al giorno predisposto per il funerale. Le mail inviate in questi giorni dagli addetti di Palazzo, subiranno una modifica nel format che prevederà sempre frasi del tipo: “siamo stati informati della morte di sua maestà“, ed “è richiesta discrezione“.
  • essendo deceduta in Scozia, il protocollo London Brigde subirà una modifica – denominata “Operation Unicorn”, rivelata nel 2017 ma mai ufficialmente confermata da Palazzo – nella quale si prevede che la salma venga esposta all’Holyrood Palace e successivamente alla Cattedrale di St. Giles.

Il Regno Unito si sta preparando a dare l’ultimo saluto alla Regina Elisabetta.

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Io dichiaro davanti a voi tutti che tutta la mia vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale a cui tutti apparteniamo.”
[I declare before you all that my whole life whether it be long or short shall be devoted to your service and the service of our great imperial family to which we all belong].
(Regina Elisabetta II, dal discorso del 21 aprile 1947)

La storia di Elisabetta, nata per non regnare

Elisabetta Alexandra Mary, nasce a Londra il 21 Aprile 1926 figlia maggiore di Giorgio ed Elisabetta Duchi di York, la sua infanzia è costellata di tranquillità e spensieratezza. Sin da giovane inizia a coltivare la sua passione per i cavalli e i cani corgi e vive un rapporto profondo con la sorella più piccola Margareth. Gli eventi storici che seguiranno la morte del nonno, Re Giorgio V – che le diede il soprannome Lilibet, nomignolo che l’ha accompagnata per tutta la vita negli ambienti familiari più stretti- portano all’incoronazione dello zio Eduardo VIII che, nel 1936 abdica per amore dell’americana Wallis Simpson, permettendo a suo fratello minore e padre di Elisabetta, Re Giorgio VI di diventare sovrano dell’Impero britannico. Così la vita di Elisabetta si stravolge totalmente perche’ diventa erede al trono. Nel 1947 sposa Filippo Mountbatten, Duca di Edimburgo e nato Principe di Grecia e Danimarca. Insieme hanno quattro figli: Carlo (1948), Anna (1950), Andrea (1960) ed Eduardo (1964).

Nel corso degli anni i figli come le nuore, i nipoti naturali e acquisiti, le doneranno gioie e dolori tra scandali e divorzi di cui si ciberanno i mass media anglosassoni e non solo. Ma ora non è tempo di ricordare i vizi e le virtù della sua famiglia. Di sicuro anche come madre, suocera e nonna ha saputo dettare i ritmi di marcia di una famiglia sempre sotto l’occhio attento (e spesso invadente) dei giornalisti, perennemente in bilico tra le rigide e vetuste regole di palazzo e l’inarrestabile modernità che ormai circonda quest’antica Istituzione monarchica.

Elisabetta II d’Inghilterra lascia un’impronta indelebile nella storia non solo del Regno Unito, ma del mondo intero e noi possiamo solo che augurarle che la terra le sia lieve…

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È sempre stato facile odiare e distruggere. Costruire e amare è molto più difficile.”
(Discorso di natale, 25 dicembre 1957)

La Regina è morta. Dio salvi il Regno…


Fonti:

  • La Repubblica: “Regina Elisabetta, allarme per la sua salute..”
  • Ansa.it: “Addio alla Regina Elisabetta, Carlo III è Re”
  • Wikipedia: “Elisabetta II d’Inghilterra”
  • Skytg24: ”Regina Elisabetta, ultime news”
  • Il Giornale.it: ”I lividi e il bastone: i dettagli dell’ultima apparizione della Regina Elisabetta”

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Amelia Settele

Ciao, mi chiamo Amelia Settele! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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