DALLA NOSTRA INVIATA A TORINO MARIA DOMENICA CELANO

Il Salone del libro, l’appuntamento culturale più ricco ed amato dai lettori, ha aperto i suoi battenti il 14 ottobre come sempre a Lingotto Fiere di Torino. Il nome assegnato a questa XXXIII edizione è “vita supernova”. E noi di Libridalsalotto e del magazine culturale Il salotto di Ceci Simo non potevamo mancare.

Il ritorno in presenza della più importante fiera della editoria italiana coincide con le celebrazioni di Dante Alighieri.

Sabato e domenica l’afflusso maggiore. I controlli e le lunghe code non hanno fatto desistere i visitatori piccoli e grandi ad incontrare i loro beniamini ed hanno rincuorato organizzatori, editori ed autori. Ritrovarsi nuovamente in un ambiente letterario ha reso più leggero il peso di una pandemia che si vuole lasciare alle spalle e sentirsi nella normalità.

Il primo stop della giornata letteraria è una foto vicino alla torre di libri, indispensabile per dimostrare l’effettiva propria presenza.

Si passeggia tra i vari stands dove sono esposti libri di autori conosciuti e novità editoriali, ci si riposa sedendosi negli spazi e nelle sale convegni attrezzate per accogliere scrittori e lettori.

Tra le novità editoriali sono presenti gli autori emergenti. La mia attenzione si arresta sull’esposizione di un libro particolare e dal titolo

“Stanza numero 7” e sopra è poggiata la coroncina del S. Rosario. Domando delle autrici. Una bionda e una bruna mi si avvicinano e con il libro in mano si presentano: Cinzia Riccitelli e Monia Morganti.

Un libro scritto a quattro mani. Interessante come la copertina e accattivante come il titolo.

Cinzia è di Roma. Monia di Bologna. Curioso. Pongo la domanda alla bionda Cinzia: Come mai l’idea di scrivere in coppia?

È iniziata tramite i social la nostra conoscenza, divenuta poi amicizia, che ha posto le basi per scrivere su un medesimo argomento.

Mi scusi Monia, rivolgendomi alla bruna, perché Stanza n. 7?

La stanza n. 7 è la stanza maledetta di un albergo dove avviene la violenza sessuale.

Nel romanzo raccontate la crudele vicissitudine di una donna?

In realtà si tratta di due donne

Dunque due storie simili?

Beh, diciamo di si, una che subisce e l’altra che reagisce

La mia perplessità, la leggono sul mio viso e sul loro compare un sorriso.

Quindi leggere il libro per scoprirlo, con questo pensiero mi congedo senza staccare lo sguardo dalla coroncina posta sopra il libro.

Il mio viaggio in mezzo all’odore della carta stampata continua. Voglio cercare la poesia e i poeti. È difficile trovarli tra i tanti romanzieri, fumettisti e fiabisti.

La mia ricerca non è vana. Trovo Poeta e Poesia. Sul tavolo due libri: “Oltre il sentiero e Coriandoli nel vento”.

Il Poeta si è allontanato per un caffè. Decido di attenderlo e intanto sfoglio i suoi libri intrisi di versi rimati e foto ricordo.

Arriva alle mie spalle e si ferma a osservare il mio sfogliare.

Mi sento osservata, mi giro indietro ed ecco che si presenta: Moreno Zoli, l’autore.

Il Poeta – preciso e inizio con la domanda più banale – perché scrive Poesie?

Le scrivo da trent’anni e sono un indipendente e autodidatta e questo è il mio primo libro con una casa editrice

Cosa descrive nei suoi versi?

Descrivo ricordi di vita, l’Amore perduto, l’Amore presente, dolori e speranze

Nei suoi versi riporta la sua realtà?

Io scrivo di getto. Le persone, l’ambiente mi suscitano un’empatia creativa, è come se il mio interiore esca da me ed entra nell’altro e così le immagini le suggello con le parole

Come ti definisci?

Dicono che ricordo Leopardi, anche se io preferisco Alda Merini

Perché dovremmo leggere i suoi versi?

Perché ci si dà una mano e la poesia salverà il mondo.

Non comprendo molto e così gli pongo un’ultima domanda.

Ci troviamo al Salone del libro, dove regna il cartaceo in un universo che viaggia in virtuale, lei come si ritiene?

Mi ritengo una lettera in un mondo di email, perché la tocchi, la stropicci ed è calda. L’email è fredda. La poesia è ritornata, è rinata anche nei giovani.

Lo saluto caramente e mi allontano con la rassicurazione che la poesia non morirà.

Il salone è molto ampio anche se quest’anno gli stand sono meno. Giro anche nell’altro padiglione dove gruppi di bambini si mescolano ai tanti adulti. La mia curiosità aumenta e sono alla ricerca di qualche giovane autore per confermare ciò che Zoli mi ha dichiarato.

L’occhio cade su una casa editrice che conosco e così sfoglio il libro

L’autore mi si avvicina: Buongiorno sono Marco Ferreri

Lei scrive poesie o racconti?

Scrivo racconti e sono un blogger

Sono sorpresa e quindi gli rivolgo questa domanda: Lei che è un blogger ,come mai ha optato per una pubblicazione in cartaceo?

La lettura digitale è più facile da trasportare, ma il cartaceo simbolicamente riesce a trasmettere molto di più, sono convinto che immergersi nel cartaceo si ha compagnia

Nel suo libro dal titolo curioso “Franco Spirito” cosa racconta?

È un romanzo di formazione introspettiva

Come lo ha strutturato?

In forma narrativa, divisa in epistole e pensieri, narrazione autobiografica sentimentale.

Un blogger sentimentalista e che considera il cartaceo un compagno.

È certo che il libro cartaceo avrà vita lunga. Lo asserisce anche un’altra giovane scrittrice Roberta Caradonna, con i suoi romanzi “L’Amore non ha pregiudizi” e “Verso una nuova vita”.

Nel suo romanzo racconta del rapporto amoroso fra due uomini?

Non necessariamente, perché sono le persone ad amarsi, senza distinzione di sesso e poi l’Amore non ha pregiudizi

La copertina del suo secondo romanzo suggerisce che la narrazione riguarda la famiglia?

È una storia d’Amore intrisa di riflessioni, cambiamenti, pentimenti tra varie persone e può appartenere a tutti.

Breve e concisa. Un’ultima domanda: Cos’è il salone del libro per lei?

Il salone è un’occasione importante, è un luogo dove la cultura si raccoglie in tutte le sue sfaccettature ed esserci è un’emozione indimenticabile.

Saluto e con la mia borsa piena di libri, di nuove informazioni e conoscenze, esco più ricca e desiderosa di leggere.

Buona lettura anche a tutti voi e arrivederci al prossimo anno con un nuovo Salone e nuove emozioni.


(Materiale fotografico fornito da Maria Domenica Celano)


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