di Mirtilla Amelia

La città di Los Angeles – dopo New York City – è la seconda metropoli più grande d’America.

Celebre per essere il fulcro dell’industria cinematografica, per i quartieri lussuosi, la ricchezza ostentata e la celebre collina dove spicca l’iconico cartello “Hollywood”, cela anche un lato oscuro e inquietante.

La mia penna aveva già sfiorato l’argomento, mentre vi raccontavo del Cecil Hotel (articolo QUI) e della sua triste storia. Ora è giunto il momento di portarvi a Skid Row: il ghetto di Los Angeles.

Il suo nome – Los Angeles, la città degli Angeli – può trarvi in inganno perché questa metropoli possiede anche le chiavi per le porte dell’inferno e Skid Row, è uno degli accessi.

Skid Row – ufficialmente conosciuto come Central City East- è un distretto della Downtown (centro amministrativo e geografico della città) che ospita la più grande comunità di senzatetto stabili degli Stati Uniti.

Nel quartiere vive una gremita comunità di clochard che si aggira tra le 3000 e le 5000 persone.

Qui governa la violenza, la coercizione e il pressante disagio di uno specchio sociale che si scontra con vite graffiate, interrotte, consumate da droga, alcool, squilibrio mentale ed estrema povertà.

Le luci e i sogni di Los Angeles s’infrangono a Skid Row dove non si vive, si sopravvive. Dove non si sogna, ma si lotta per mangiare e continuare ad avere almeno uno sputo di marciapiede da occupare e chiamare “casa”.

Ricettacolo e degrado. Droga, alcool, prostituzione, giro di vite e lotta intestina per la sopravvivenza. È fortunato chi può permettersi come alloggio al coperto, una tenda da campeggio; mentre la maggior parte dei clochard scompare di notte in cartoni ammassati agli angoli più bui per cercare di proteggersi le carni e la dignità.

I personaggi che sopravvivono in questa realtà sociale, non sono solo chi ha ceduto tutto alle dipendenze delle droghe, oppure ai vizi che offre l’alcool. Ci sono anche ex veterani di guerra, disabili mentali non pericolosi per gli altri e gente “semplicemente” sfortunata che ha perso: lavoro, casa, risparmi e la possibilità di poter ricominciare.

Da anni ormai Skid Row – un agglomerato di isolati a pochi minuti dai quartieri “bene” – sembra impossibile da recuperare. Ci sono vicoli impraticabili da transitare per la sporcizia e l’indigenza imperante. Feci ed urine appestano l’aria, dove banchettano mosche e prolificano batteri. E il popolo di Skid Row continua ad arrancare e a sopravvivere. Ombre umane simbolo del decadimento di una società troppo caotica e occupata a non osservare queste creature sopraffatte dagli eventi e incapaci di recuperare.

Un perfetto set per i film sugli zombie.

Ma come nasce Skid Row?

Già nell’800 l’area urbana era presente a Los Angeles e il nome Skid Row indicava la strada utilizzata dai taglialegna per far arrivare i tronchi verso la costa, dove venivano caricati sulle navi e spediti.

Con la grande depressione alla fine del 1929 – e il relativo crollo di Wall Street – il quartiere brulica sempre più di emarginati, alcolizzati e di bordelli. Con gli anni la popolazione aumenta, il degrado con lei.

Anche la fine della guerra in Vietnam (1975) e il ritorno a casa dei veterani, permette al quartiere di prosperare perché molti reduci rientrati con fardelli insopportabili da gestire, non riescono a reinserirsi nella società e trovano facile rifugio a Skid Row.

Nel corso degli anni, diverse amministrazioni comunali hanno cercato d’intervenire, rendendo la presenza massiccia delle forze dell’ordine un monito per gli abitanti del quartiere. Ma quello che accade a Skid Row è pesante, pressante e non è di facile risoluzione. Gli anni infatti passano, ma lo scenario non cambia perché ancora oggi osservare Skid Row e i suoi “ospiti” rende chiaro che il girone infernale che rappresentano, non può essere dimenticato né sottovalutato visto che rappresenta non solo il fallimento di una metropoli, ma della società tutta. Noi compresi.


Fonti:
  • La Stampa: Skid Row, il quartiere fantasma che assedia le luci di Los Angeles
  • Los Angeles Times: L.A. settles homeless rights case, likely limiting ability to clear skid row streets
  • Company People: Skid Row la zombie area di Los Angeles

Se ti è piaciuto questo articolo eggi anche: Cecil Hotel, l’inquietante albergo che ha ispirato la serie TV “The American Horror Story”

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Mirtilla Amelia

Ciao, mi chiamo Mirtilla Amelia! Amo viaggiare, leggere e scrivere. Cito una frase di Tiziano Terzani – uno dei miei scrittori preferiti – perché mi rappresenta tantissimo: Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.


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