26 febbraio 2021 alle ore 21.30 su TV Prato andrà in onda la seconda di quattro puntate de Il Giornalino di Maigret, uno sceneggiato in bianco e nero prodotto dl Teatro Metastasio con gli artisti del GLA, sceneggiatura originale di Armando Pirozzi. Prima e quarta puntata dirette da Massimiliano Civica, seconda e terza da Roberto Latini.

IL GIORNALINO DI MAIGRET

26 febbraio 2021 ore 21.30

TV Prato

prod. Teatro Metastasio

con gli artisti del GLA

sceneggiatura Armando Pirozzi

IL GIORNALINO DI MAIGRET, uno sceneggiato in bianco e nero prodotto dal Teatro Metastasio con gli artisti del GLA, una sceneggiatura originale di Armando Pirozzi che, partendo dall’idea di una parodia dei vecchi sceneggiati italiani anni ’60, si immagina una inchiesta del Maigret di Gino Cervi nel collegio di Gian Burrasca, dove i bambini sono costretti a mettere in scena i racconti mensili del libro Cuore.

Lo sceneggiato andrà in onda su tv prato 1 volta al mese per 4 mesi (29 gennaio, 26 febbraio, 26 marzo, 30 aprile, sempre alle ore 21.20), con repliche nel mese di maggio 2021 ogni domenica alle ore 21.00 (9, 16, 23, 30 Maggio) prima di essere visibile anche sul palco virtuale del Met, il sito www.metastasio.it.

La prima e la quarta puntata sono dirette da Massimiliano Civica, la seconda e la terza da Roberto Latini.

IL GIORNALINO DI MAIGRET è un progetto realizzato con il sostegno di Publiacqua.

Il racconto, come in Gian Burrasca e in Cuore, è sostenuto, di scena in scena, da una voce fuori campo che legge un diario, ma stavolta è la voce di Maigret che scrive il suo giornalino. La storia parte da un prologo in cui vediamo un bambino spaventato da un’ombra che vede aggirarsi di notte nel cortile del collegio, vicino al dormitorio. Pensando che sia la direttrice, che apertamente li odia, corre a parlare con la polizia, e qui trova Maigret, che lo tratta come se fosse un coetaneo (dà il lei a tutti, anche a sua moglie, che chiama Signora Maigret, come fa Cervi nello sceneggiato). Il bambino è Gian Burrasca, e il collegio è il famigerato Pierpaolo Pierpaoli della storia di Gian Burrasca (è in Toscana). Maigret decide allora di andare in incognito a vedere cosa c’è di vero. Da qui cominciano le puntate.

Ogni puntata, che dura circa 20 minuti, ha questa struttura: Maigret va ad iscriversi al collegio dai direttori Gertrude e Stanislao (che nello sceneggiato erano Bice Valori e Sergio Tofano), due personaggi totalmente folli. Entra così (travestito da bambino; e nelle altre puntate da cuoco, da bidello, da autista, alla fine da detective) in contatto con i ragazzini, i quali sono sempre intenti a macchinare piani per far esplodere e distruggere l’istituto. I ragazzi (tutti in divisa, e tra cui ci sono Franti, Garrone e Bottini del “Cuore”, oltre a Gian Burrasca e Barozzo del Giornalino) hanno creato una società segreta che si riunisce nel gabinetto di chimica dove fumano e cercano di sintetizzare improbabili droghe allucinogene a forma di caramelle. Qui Gian Burrasca, sempre ossessionato dal cibo, scopre, attraverso porte, finestre, buchi nel muro, che i direttori vogliono mettere qualcosa di strano nella minestra, scoperta che porterà alla rivolta dell’ora di pranzo.

I ragazzi intanto sospettano che Maigret sia un “infiltrato” al soldo dei direttori per spiarli, e decidono di smascherarlo. In classe c’è naturalmente lezione di teatro, dove la Maestrina dalla penna rossa di deamicisiana memoria (e quindi totalmente fuori luogo) dirige i ragazzi per la recita del racconto mensile di Cuore (Tamburino Sardo, Sangue Romagnolo, ecc.), ma i ragazzi non riescono a capire il patetico eccessivo dei racconti e ne fanno parodie surreali, di cui ridono fino alle lacrime, e subiscono punizioni folli dalla severissima Maestrina. A tavola c’è quindi la rivolta degli studenti contro la direttrice, capeggiata da Gian Burrasca (la pappa col pomodoro). Poi Maigret viene smascherato con uno stratagemma (una domanda scema, un test) e viene così espulso dal collegio. Torna a casa, e la moglie lo sfotte, mentre redige il suo giornalino. Ma l’ombra intanto ritorna nel cortile del collegio. Qui finisce ogni puntata.

La struttura permette così di avere delle puntate concluse in sé, con poche scene, e con appuntamenti fissi ma di volta in volta diversi, come la recita, il pranzo e lo smascheramento di Maigret, ma anche il filo narrativo dell’inchiesta che le lega tutte. Ovviamente l’ultima puntata scioglie l’enigma.

L’ombra che si aggira potrebbe essere quella della vecchia scrittrice americana (Fuller Victor) che scrisse il romanzo che ispirò l’autore di Gian Burrasca, decisa a ottenere i sacrosanti diritti d’autore e accusare tutti di plagio. Magari potrebbe alla fine essere proprio Rita Pavone.

I personaggi, dal trucco caricaturale e abiti fumettistici, sono: Maigret, Gian Burrasca, la Direttrice Gertrude, il Direttore Stanislao, la Moglie di Maigret, L’amico di Gian Burrasca (Barozzo, ma può anche essere Tom Sawyer, per esempio, che viene dall’America, il capo della società segreta), la Maestrina dalla penna rossa che ovviamente è il sogno erotico dei bambini, Franti il cattivo-sadico che inventa le droghe, Garrone il gigante buono che vuole difendere Maigret ma quando scopre la verità lo pesta, e Bottini Enrico, cioè il protagonista di Cuore, che per noi può essere il figlio di un politico di destra, a sua volta, come il padre, ossessionato dalla Patria e dalla razza, ma con un atteggiamento da bambino buono e pio.

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