Nel giorno della Festa della Donna un omaggio virtuale a chi, già due secoli e mezzo fa, aveva realizzato una parità di genere che talvolta pare d’avanguardia ancora oggi: nel 1755 con la Costituzione Paolina la Repubblica della Corsica apriva al suffragio femminile nelle elezioni per la Dieta repubblicana. Quale miglior esempio da ricordare in un giorno come questo?

Di quando la Corsica arrivò prima delle Suffragette

ovvero il voto alle donne già nel 1755

a due passi dalla nostra Penisola

8 marzo, giornata per ribadire un concetto che dovrebbe essere ovvio e scontato: la parità fra uomini e donne.

Parità non vuol dire che si debba essere tutti identici, uomini e donne, come non sono identici fra loro tutti gli uomini o, parimenti, tutte le donne tra di loro.

Parità vuol dire avere le stesse opportunità, le stesse possibilità, le stesse regole e trattamenti, gli stessi limiti quando questi sono indispensabili.

E paritàdeve essere sempre, ogni giorno, in ogni occasione, con chiunque!

Senza esclusioni, senza eccezioni, senza dubbi.

In questa giornata che speriamo possa diventare un giorno superfluo (perché se davvero ci fosse tale parità che senso avrebbe parlare di una Festa della Donna? tutt’al più potremmo mutarla nella Festa dell’Umanità finalmente completa) un pensiero vorrebbe rivolgersi a chi, in un passato tutto sommato non troppo lontano da noi, aveva precorso i tempi, anticipando il femminismo e persino le suffragette.

Conosciuto ai più è l’esempio illuminante della Nuova Zelanda che concesse il voto alle donne già nel 1893, ma non dimentichiamo che oltre quarant’anni prima ci aveva già pensato il Granducato di Toscana (1849), a sua volta preceduto una decina d’anni prima dalle Isole Pitcarn (1838).

Pochi sanno però che il primo caso documentato di voto alle donne risale addirittura al XVIII secolo su un’isola del Mar Mediterraneo che da pochi anni si era liberata dalla dominazione genovese prima di essere inglobata nel Regno di Francia.

Nel 1755, nel pieno dell’indipendentismo còrso, venne redatta la Costituzione della Corsica (detta anche Paolina del suo estensore Pasquale Paoli) seguendo i principi dell’illuminismo (la prima in assoluto a recepire tali idee) e secondo molti studiosi la più famosa Costituzione degli Stati Uniti d’America del 1787 (entrata in vigore nel 1789) trasse grande spunto proprio da quella còrsa.

Uno dei principi cardini di tale costituzione fu proprio il suffragio femminile. E se pensiamo a quanto tempo ci è voluto al resto del mondo (in Italia quasi 200 anni) viene da riflettere su quanto fossero avanti i còrsi della metà del XVIII Secolo.

D’altro canto studiando un po’ la storia non ci si dovrebbe stupire più di tanto visto che proprio in Corsica le donne avevano da tempo diritto di voto nei villaggi per eleggere il Podestà, alcuni membri del Consiglio degli Anziani e altri ufficiali locali.

Senza contare che sono testimoniate presenze femminile nell’esercito della Repubblica della Corsica durante i combattimenti contro i francesi e in alcuni casi si menzionano sottoufficiali donne in prima linea nel conflitto.

La Storia, quella con la S maiuscola, ci insegna che la direzione che prendono le società non è scritta nelle stelle o determinata da un destino avulso o dal caso.

Siamo noi, esseri umani che viviamo il nostro tempo, a formare la storia e a forgiare il futuro.

Se un senso profondo deve avere una ricorrenza come l’8 marzo allora che sia soprattutto uno stimolo a progettare un mondo migliore dove fra, speriamo, poco tempo proprio questa ricorrenza possa diventare superflua perché del tutto inutile causa vera parità finalmente raggiunta.


Fonti:
  • Corsica oggi, 9/03/2016. Nel 1755 la Corsica di Paoli diede il voto alle donne, 189 anni prima che in Francia
  • Magazine delle Donne, 16/05/2016. Suffragio universale femminile: la battaglia nel mondo
  • Roba da Donne, 17/01/2020. Le donne al voto: la storia della conquista del suffragio universale femminile di Silvia Fusi
  • Wickipedia. Suffragio femminile

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